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Nome botanico latino. Juglans regia L.
Famiglia botanica. Juglandacee
Significato del nome. Dal latino Jovis e glanda: ghianda di Giove; ghianda divina. Era un albero dedicato dai Romani al dio Giove. Per i greci era un simbolo di fecondità.
Nomi internazionali. It.: Noce; Fr.: Noyer commun; Ingl.: Walnut; Ted.: Echter walnussbaum; Sp.: Nogal.
Nomi dialettali. Nosè, Noxe, Nùvie, Noghèr, Cuchèr, Nòu, Francese: Noyer royal, Noguier. Inglese: Walnut tree, Common tree, Common Walnut. Tedesco: Edle-Walnuss. Spagnolo: Noguera, Nuez.
Distribuzione geografica. E’ un albero originario della Persia e dell’Asia Minore, viene coltivato dal piano alle zone montane, in quasi tutte le regioni europee, fino a mille metri di altezza.
Descrizione botanica. Albero che supera i 10 metri e arriva anche a 30 m. Caule rivestito di corteccia cenerognola e aromatica. Foglie grandi, imparipennate, con 5 a 9 foglioline ovate appuntite, glabre superiormente, pelose sulla parte inferiore, lucidissime e di un colore verde intenso. Fiori monoici raccolti in amenti. Per frutti ha delle drupe di color verde, commestibili e nutrientissimi.
Tempo della fioritura. Aprile, maggio, giugno; i frutti maturano in settembre.
Parti usate. Le foglie e il mallo (mesocarpio) verde del frutto, i semi.
Tempo balsamico o della raccolta. Le foglie in maggio-giugno, agosto e settembre, segue la raccolta del frutto e quindi quella del mallo che è la parte esterna.
Preparazione. Le foglie si essicano al sole e vengono stagionate per 8-10 giorni in locale aerato. Imballo in sacchi. Il mallo: essiccare al sole. Stagionare per 4-6 giorni in locale asciutto e imballare in sacchi.
Coltivazione. Seminare i frutti nell’autunno.
Composizione chimica. Foglie: tannino, olioresina, acido gallico ed ellagico, inosite, iuglone, acido nucitannico, sostanze resinose e proteiche, fosforo, calcio, potassio, magnesio, carotene, un enzima. Mallo: iuglone e mucina, clorofilla, una sostanza aromatica, resina, acido tannico, ossalato di calcio e di potassio, acidi malico e citrico, vitamine A, B1, B2, C, PP.
Azione farmacodinamica. Emocatartica, galattofuga, ipoglicemizzante, tonica, astringente.
Applicazioni terapeutiche. Via interna: adenopatie, autointossicazioni, diabete, fermentazioni putride intestinali, foruncoli, ipergalattia, ittero, linfatismo, piodermiti, scorbuto, scrofola, tubercolosi. Via esterna: edemi, fistole, impetigo, leucorree, oftalmie scrofolose, psoriasi.
Preparazioni e dosi.
- Infuso, 2 gr per 100 di acqua bollente. Riposo 25 minuti. Bere 2-3 tazzine.
- Estratto molle acquoso: 1-2 grammi, in pillole.
- Estratto fluido: 3-6 grammi.
- Tintura: 2-5 grammi.
- Decotto: 6 grammi per 100 di acqua. Bollire 12 minuti, per farne irrigazioni, gargarismi e lavande.
- Sciroppo: a cucchiai.
- Olio di mallo: applicazioni.
- Collirio (decotto al 3%).
Sinergici. Dulcamara, Genziana, Enula campana, Luppolo, Trifoglio fibrino.
Incompatibilità. Sali di ferro e gelatina.
Tratto dal Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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