close

Avvertenze

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni, né a consigli medici, né a terapie sanitarie.

Le ricette fornite su Erboristeria e Medicina sono di natura generale, a scopo puramente divulgativo e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico abilitato.

Qualora si intendesse utilizzare una ricetta tra quelle contenute nel sito si raccomanda di consultarsi prima con personale sanitario (il proprio medico di base).

Comunque  gli amministratori del sito si esonerano da ogni responsabilità riguardo all'assunzione delle ricette riportate ripetendo che la pubblicazione delle suddette su supporto informatico ha il solo ed unico  fine di diffondere l'opera di Tommaso Palamidessi.


Top Panel
Avvertenze
Top Panel
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo e divulgativo dell'opera di Tommaso Palamidessi: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici - Leggi le avvertenze
NOCE

Nome botanico latino. Juglans regia L.
Famiglia botanica. Juglandacee
Significato del nome. Dal latino Jovis e glanda: ghianda di Giove; ghianda divina. Era un albero dedicato dai Romani al dio Giove. Per i greci era un simbolo di fecondità.
Nomi internazionali. It.: Noce; Fr.: Noyer commun; Ingl.: Walnut; Ted.: Echter walnussbaum; Sp.: Nogal.
Nomi dialettali. Nosè, Noxe, Nùvie, Noghèr, Cuchèr, Nòu, Francese: Noyer royal, Noguier. Inglese: Walnut tree, Common tree, Common Walnut. Tedesco: Edle-Walnuss. Spagnolo: Noguera, Nuez.

Distribuzione geografica. E’ un albero originario della Persia e dell’Asia Minore, viene coltivato dal piano alle zone montane, in quasi tutte le regioni europee, fino a mille metri di altezza.


Descrizione botanica. Albero che supera i 10 metri e arriva anche a 30 m. Caule rivestito di corteccia cenerognola e aromatica. Foglie grandi, imparipennate, con 5 a 9 foglioline ovate appuntite, glabre superiormente, pelose sulla parte inferiore, lucidissime e di un colore verde intenso. Fiori monoici raccolti in amenti. Per frutti ha delle drupe di color verde, commestibili e nutrientissimi.

Tempo della fioritura. Aprile, maggio, giugno; i frutti maturano in settembre.
Parti usate. Le foglie e il mallo (mesocarpio) verde del frutto, i semi.
Tempo balsamico o della raccolta. Le foglie in maggio-giugno, agosto e settembre, segue la raccolta del frutto e quindi quella del mallo che è la parte esterna.
Preparazione. Le foglie si essicano al sole e vengono stagionate per 8-10 giorni in locale aerato. Imballo in sacchi. Il mallo: essiccare al sole. Stagionare per 4-6 giorni in locale asciutto e imballare in sacchi.
Coltivazione. Seminare i frutti nell’autunno.

Composizione chimica. Foglie: tannino, olioresina, acido gallico ed ellagico, inosite, iuglone, acido nucitannico, sostanze resinose e proteiche, fosforo, calcio, potassio, magnesio, carotene, un enzima. Mallo: iuglone e mucina, clorofilla, una sostanza aromatica, resina, acido tannico, ossalato di calcio e di potassio, acidi malico e citrico, vitamine A, B1, B2, C, PP.
Azione farmacodinamica. Emocatartica, galattofuga, ipoglicemizzante, tonica, astringente.
Applicazioni terapeutiche. Via interna: adenopatie, autointossicazioni, diabete, fermentazioni putride intestinali, foruncoli, ipergalattia, ittero, linfatismo, piodermiti, scorbuto, scrofola, tubercolosi. Via esterna: edemi, fistole, impetigo, leucorree, oftalmie scrofolose, psoriasi.

Preparazioni e dosi.

  • Infuso, 2 gr per 100 di acqua bollente. Riposo 25 minuti. Bere 2-3 tazzine.
  • Estratto molle acquoso: 1-2 grammi, in pillole.
  • Estratto fluido: 3-6 grammi.
  • Tintura: 2-5 grammi.
  • Decotto: 6 grammi per 100 di acqua. Bollire 12 minuti, per farne irrigazioni, gargarismi e lavande.
  • Sciroppo: a cucchiai.
  • Olio di mallo: applicazioni.
  • Collirio (decotto al 3%).

Sinergici. Dulcamara, Genziana, Enula campana, Luppolo, Trifoglio fibrino.
Incompatibilità. Sali di ferro e gelatina.

Tratto dal Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
< Prec.   Pros. >