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OLEANDRO

Nome botanico latino. Nerium oleander L.
Famiglia botanica. Apocinacee/Hechitoidee/Hechitidee
Sinonimi. Nerium laurifolium Lamk.
Significato del nome. Dal greco nèrios: umido, perché questa pianta cresce lungo i corsi d’acqua. Oleander perché le sue foglie in certo qual modo somigliano a quelle dell’olivo (Olea). Un tempo si chiamava Rhododendron: Rhododendron flore rubro et albo I.B.Ray. In greco Rhododendron significa albero che fa i fiori rossi. Laurifolium, perché le foglie hanno la forma di quelle del Lauro.
Nomi internazionali. It.: Oleandro; Fr.: Laurier-Rose; Ingl.: Oleander. Ted.: Oleander; Sp.: Laurel Rosa.
Nomi dialettali. Nerio, Leandro, Rosalauro, Mazza di S. Giuseppe, Alloro indiano, Erba da rogna, Bell’omo, Sciu d’or, Adolari, Lauriè rosa, Fior d’or, Valendij rat, Leander, Mordena, Leandri, Aleandro, Landro, Erba puzza, Aghiandro, belladonna (da non confondere con l’Atropa Belladonna).

Distribuzione geografica. Predilige i luoghi umidi, i corsi d’acqua, le riviere rocciose, le rupi, il suolo sabbioso dell’Europa meridionale ove nasce spontaneo, regione e isole mediterranee, sino alla Crimea, Africa del nord, Europa centrale, India, Indocina, Reunion, Martinica, In Italia nel greto dei torrenti, lungo i corsi d’acqua (Lago di Garda, Liguria, M. Argentaro, Salernitano, Puglie, Basilicata, Calabria, Grandi isole, Isola del Giglio, Capraia, lungo le spiagge di mare. Talora inselvatichita. Viene molto coltivato nei giardini e messo lungo i viali.


Descrizione botanica. Arbusto alto 2-3 metri sempreverde o albero alto da 3 a 6 metri quando viene potato ad arte. Spontaneo o coltivato come pianta ornamentale. Fusto diritto, eretto, con rami trigoni, assai gracili, lunghi e diritti. Corteccia grigiastra e liscia. Foglie verticillate o opposte a 3, spesse, erette e persistenti, lanceolate acute, coriacee, provviste di stipole, brevemente picciuolate. Lembo grabro, intero, con nervatura saliente mediana e numerose nervature sottili, parallele, secondarie, verde cupo di sopra e più chiaro nella parte di sotto. Fiori grandi, rosa e bianchi, o porporini, disposti a corimbo terminale e fornito di piccole brattee. Il perianzio ha 5 segmenti ovali e rispetto al tubo della corolla sono più corti. Cinque petali. Cinque stami. Ovario pluriovulato. I follicoli sono cilindrici con una attenuazione alle due estremità. I semi hanno due ciuffi di peli. Il lattice di tutta la pianta è acido-amaro e velenoso.
Tempo della fioritura. Giugno-settembre.
Parti usate. Le foglie, i semi, la corteccia, ma generalmente le foglie.
Tempo balsamico o della raccolta. Prima della fioritura.
Corrispondenza astrologica. Sole, Leone, Bilancia.

Composizione chimica. Fra i principi attivi si notano due glucosidi, la neriina e la neriantina, un alcaloide, l’oleandrina o folinerina che si scinde per idrolisi in digitaligenina e oleandrosio (zucchero). Tannino, resine. Nei semi, nel pericarpo, nei fiori e nelle foglie i glucosidi digitaloidi sono parecchi. Le foglie contengono notevoli quantità di digitalium verum. Vitamina C e K.

Azione farmacodinamica. Plinio, Galeno e Dioscoride conoscevano la tossicità dei fiori e delle foglie, ma anche le proprietà cardiotoniche. L’azione cardiotonica dell’Oleandro è senza dubbio l’oleandrina, azione cardiotonica bradicardizzante e diuretica di tipo digitalico. L’azione è simile a quella della Digitale, ma più pronta, ma con una minore durata d’effetto, perché si elimina dal circolo assai presto, perciò i glucosidi oleandrini si avvicinano di più a quelli dello Strofanto, e perciò ai digitaloidi di secondo tipo. La grande tollerabilità, consente un ampio uso senza paura di accumulo come viceversa avviene per la Digitale. Per questo ho voluto descrivere l’Oleandro, rinunciando allo Strofanto, più tossico dell’Oleandro. E’ consigliabile, perciò, come antipsorico, parassiticida, cardiotonico, diuretico (in modo indiretto) regolatore del ritmo cardiaco.

Applicazioni terapeutiche. In tutte le forme di anarchia ventricolare, asistolia, cardiospasmo, dispnea, edema, eretismo cardiaco, iposistolia, miocardite senile, tachicardia. L’oleandrina è adatta a tutti i tipi d’insufficienza del cuore. L’azione del farmaco è rapida, perché nelle 24 ore si hanno gli effetti bradicardizzanti o di rallentamento del cuore e l’aumento della diuresi. L’oleandrina ha un’azione vogotonica più pronta e più intensa di quella prodotta dalla digitalina, ma la diuresi è meno costante e meno duratura di quella provocata dalla Digitale. L’Oleandro è fra i migliori cardiotonici adatto nella fibrillazione, nelle miocarditi con aritmia totale, nell’insufficienza dei mitralici, nella insufficienza ventricolare destra e nel flutter auricolare. Unico fastidio è l’intolleranza gastroenterica che sovente avviene, specialmente se la droga viene presa a stomaco vuoto o in soggetti particolarmente sensibili. Ma a ciò si rimedia con i preparati in compresse rivestite di materiale gastroresistente, oppure con le soluzioni nelle quali si aggiunge un colloide protettivo (gelatina idrolizzata) che attenui l’azione irritativa del contatto. E’ anche odontalgico.

Preparazioni e dosi.

  • Infuso: questa forma risulta la più efficace rispetto alle tinture. Foglie da 0,05 a 0,50 grammi per 100 gr. d’acqua bollente. Riposo 20 minuti, colare e bere 3-4 cucchiai al giorno. Quindi non bisogna oltrepassare il mezzo grammo di erbe secche per 100 d’acqua.
  • Estratto idroalcoolico: 0,05 grammi in pillole, al massimo 0,20 gr. al giorno.
  • Polvere per uso esterno (macerata in olio o grasso purificato oleoso).
  • Tintura: estratto fluido Oleandro gr. 10, alcool di 70° grammi 90. Dose: XX gocce due o tre volte al giorno.Attenzione! E’ una pianta velenosa. Ci si attenga alla posologia.
  • Polvere dei fiori: I fiori si raccolgono nel corso della piena fioritura, per usarla come starnutatoria, fiutata alla stregua del tabacco, e contro i pidocchi e altri parassiti.
  • Pomata di fiori freschi: fiori gr.150, sugna gr. 250, fondere insieme a fuoco lento: da usare nelle ustioni. Se i fiori sono secchi, se ne usano gr. 100. 

Tratto dal Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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