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PINO MARITTIMO

Nome botanico latino. Pinus pinaster Soland. Pinus maritima Mill. Lamk.
Famiglia botanica. Conifere/Pinacee/Pinee
Significato del nome. Pinus, nome conferito da Virgilio (Egloghe VII, 65). Dal greco Pinos: nome dato alla pianta da Teofrasto. Forse deriva dal celtico pen = testa, perché i rami sono disposti come una testa. Maritima, perché nasce nelle regioni del mare. Pinaster: nome latino dato ai pini selvatici.
Nomi internazionali. It.: Pino marittimo; Fr.: Pin maritime; Ingl.: Maritime pin; Ted.: Seemacht kiefer; Sp.: Pino maritimo.
Nomi dialettali. In Toscana lo chiamano Pino chiappino, pino salvatico o da fastelli. In Liguria: pin maritimo o sarvaego, pinèla. In Emilia-Romagna: pinazzi, pen pegn. Napoli: pioca, pinoca. Sicilia: zappinu di Pantiddaria, pigniceddi. Sardegna: pinu salvaticu, pinu o campingin burdo.

Distribuzione geografica. E’ un albero originario delle regioni mediterranee, cresce in terreno siliceo e calcareo dal mare alle zone montane dell’Europa. Si trova nell’Africa del nord fra l’Algeria e il Marocco alla penisola Iberica, costa atlantica meridionale (Guascogna). In Italia in particolare nel settore nord-occidentale della Liguria alla Toscana. Raro al sud verso il golfo di Taranto, ma esteso artificialmente sui litorali. Spontaneo a Pianosa, Pantelleria, Elba, coltivato o sporadico sul litorale adriatico, da Grado a Ravenna (pineta di Cervia), Sardegna al M. Limbara, ma come limitato gruppo di razza corsa. Ve ne sono diverse razze: atlantica, mediterranea, di Corsica, ma tutte con le stesse proprietà terapeutiche.


Descrizione botanica. Albero di prima grandezza, sempreverde con chioma piramidale, arriva anche a 1 metro di diametro e la sua altezza arriva da 20 a 30-40 m. Corteccia cenerino-rossiccia che si stacca e fende in lamine. Rami patenti, verticillati. Foglie gemine, acute, puntate, rigide, quasi embricate, col margine finemente dentato. Infiorescenze ovoidali mascoline, in racemo compatto. Coni gemini o verticillati, quasi sessili, acuti, oblunghi-conici; squame fruttifere obovate, nonché provviste all’esterno di uno scudo romboidale carenato di traverso. Pinoli o semi provvisti di un’alta oblunga, troncata alla sommità, membranacea.

Tempo della fioritura. Aprile-maggio.
Parti usate. La linfa che si ottiene nel forzare il passaggio dell’acqua attraverso il tronco. Le gemme. L’oleo-resina che esce dal tronco in seguito ad incisione dello stesso. La pece greca o colofonia, quale residuo di distillazione della trementina.
Tempo balsamico o della raccolta. Gemme: ottobre. Oleo-resina: da febbraio ad ottobre, ma quando il pino ha già l’età di 30-40 anni.

Composizione chimica. Gemme: olio essenziale composto di borneolo, pentene, dipentene, limonene, alcooli, acidi sterificati. Resina, sostanza amara. Nelle foglie secche (aghi) sono stati scoperti l’acido sabinico (acido 12-ossi-laurico) acido juniperinico (acido 16-ossi-palmitico). Vitamina C. Incidendo il tronco, fusione e chiarificazione delle gemme si ottiene la trementina (estratto oleo-resinoso); contenuto: resine diverse, essenza di trementina, materia colorante, sostanza amara, acidi succinico, formico e acetico. Per distillazione, si ottiene l’essenza di trementina, composta di pinene, dipentene, terpeni, canfene, fenene, Dal Pino marittimo, si ottiene pure la colofonia o pece greca, composta di: acido pimarico, silvico, abietico o abietinico, pinico. Il tronco distillato fornisce un catrame costituito da creosoto (guaiacolo), cresoli, fenoli, pirocatechina, naftalina, acido metilico, acetico, idrocarburi.

Azione farmacodinamica.
Linfa: broncosedativa, eupeptica, espettorante, stomatica.
La trementina o oleo-resina: antisettica, astringente, broncosedativa.
Essenza di trementina: antireumatica, antinevralgica, antitermica, carminativa, eccitante, emostatica, revulsiva, tenifuga, vasocostrittrice, vermifuga.
Colofonia: emostatica.
Catrame vegetale: antisettica, balsamica, broncocostrittrice.
Gemme: astringente, balsamica, diuretica, tonica.
Applicazioni terapeutiche.
Essenza di trementina: colica epatica, corea, enteralgia, epilessia, febbre puerperale, isterismo, litiasi biliare, nevralgia, sciatica, teniasi, tetano.
Oleo resina o trementina di Bordeaux: blenorragia, bronchite, cistite, ematuria, gangrena polmonare, bronchite cronica e fetida, enterite mucomembranosa, leucorrea.
Colofonia: emorragie, intertrigine.
Catrame: blenorrea, bronco-tracheite, cistite cronica, tubercolosi.
Linfa: anoressia, bronchite cronica, dispepsia, tosse, tubercolosi incipiente.
Gemme, foglie: blenorrea, bronchite cronica, cistite blenorragica, cistorragia non di origine renale.

Preparazioni e dosi.
Riassunto.

  • Linfa: 100-200 grammi, portando la dose gradualmente a 500 grammi.
  • Oleo-resina: 0,05 gr. al massimo 1-4 grammi, in pillole, emulsione o capsule.
  • Essenza di trementina: 0,05-3 gr.; 4-6 gr. da usarsi esternamente; 30-50 gr. in pillole, capsule, come tenifugo.
  • Colofonia polverizzata per aspersioni (gomma arabica 5 p. colofonia 10 p. polvere di carbone 5 parti).
  • Catrame vegetale: Sciroppo 3 cucchiai al giorno.
  • Pomata di catrame come antispastico.
  • Estratto fluido di Pino (gr. 1 = XXXIX gocce). Dosi: gr. 0,5-1 per giorno.
  • Tintura: estratto fluido pino marittimo gr. 20, alcool di 25°, gr. 80. Dosi: gr. 2,5-5 pro dose.
  • Sciroppo: estratto fluido di Pino marittimo gr. 10, sciroppo semplice gr. 95, da prendersi a cucchiai.

Controindicazioni. Nelle lesioni renali.

Tratto dal Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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