| POLIGALA AMARA |
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Nome botanico latino. Polygala amara L.
Distribuzione geografica. Si trova nelle regioni montane e alpine dell’Italia e di tutta Europa. Nei prati umidi e torbosi, abbondante nelle selve, terreni calcarei, nei prati delle colline e dei monti della Lombardia, nel Nord e nell’Est della Francia, nella Germania. Preferisce i terreni calcarei. Esistono alcune varietà con le stesse proprietà, per esempio la Bozzolina o Polygala vulgaris L.
Descrizione botanica. Pianta erbacea biennale o vivace, poliforma, glabra, alta da 6 a 20 cm. Radice di sapore amaro, sottile, a fittone, nodosa, piccola, con fibre ramificate sottili e legnose; grigio verdiccia dal di fuori e giallo-bianchiccia all’interno. Numerosi fusti, eretti o ascendenti, per lo più semplici. Fiori di un blu pallido, biancastri o azzurri, irregolari, ermafroditi, inclinati, bratteati, sistemati a lunghi grappoli terminali, in generale unilaterali. Calice con 5 sepali embricati. Otto stami ipogini; filamenti saldati fra loro a quella parte che si chiama corolla. Ovario supero, compresso, biloculare. Ovuli pendenti, solitari. Stili indivisi. La capsula è membranosa, piccola, con deiscenza loculicida. Seme fornito di arillo. Foglie basali grandi, obovate, ottuse, intere, talora ellittico obovali, per lo più disposte in rosetta; le foglie superiori più piccole, oblunghe oppure ovate, acute, lanceolate.
Composizione chimica. Poligalamarina (sostanza amara), acido pectico, gomma, olio etereo, olio fisso, resina, saponine, poligalite (zucchero), quassina.
Azione farmacodinamica. Amara, bechica, antiacida, colagoga, diaforetica, diuretica, emmenagoga, galattogena (caratteristica di questa pianta), stomatica, tonica, lassativa, scialagoga. Applicazioni terapeutiche. La Poligala amara o di casa nostra, sostituisce benissimo quella della Virginia. Gli antichi medici la usavano per aumentare il latte alle nutrici (perché galattopoietica), ma poi nel XVIII° secolo constatarono quanto sia efficace come tonico-eccitante nei catarri polmonari, nei catarri cronici pettorali, specialmente dei vecchi, nella tisi polmonare per promuovere l’orina e il sudore. Le sue proprietà tonico-amare si sono rivelate efficaci contro la clorosi, nella debolezza degli organi digerenti, nelle convalescenze, nell’asma umida, nelle diarree croniche e nell’anemia. Secondo il Lemery, a dosi elevate questa pianta è purgativa, e colagoga. Promuove il sudore, la saliva nell’idropisia, l’idrotorace, nelle affezioni reumatiche, nell’amenorrea, tosse convulsa. E per servirci di termini medici precisi, ecco il riassunto di quel che può curare: Anemia, agalattia, anoressia, asma umida, atonia digestiva, bronchite cronica, broncolitiasi, broncorrea, clorosi, convalescenza, diarrea biliare, disidrosi, disuria, eruttazione, idropisia, idrotorace, imbarazzo gastrico, ipogalattia, tubercolosi polmonare, tosse convulsa, stipsi da epatite, ipocolia, ipercloridria. Preparazioni e dosi.
Piante con azione uguale. La Bozzolina o Polygala vulgaris L. che nasce come l’altra negli stessi climi. La Poligala amara e la Bozzolina sostituiscono ottimamente quella straniera della Virginia, specie americana che si chiama Polygala Senega. Droghe associabili con la Poligala amara. Scilla, Belladonna, Papavero, Eucalipto, Iride fiorentina, Lichene, Liquirizia, Marrubio, Timo volgare e serpillo, Enula campana. Tratto dal Grande Erbario Medicinaledi Tommaso Palamidessi
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