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Nome botanico latino. Salix alba L.
Famiglia botanica. Salicacee.
Nomi internazionali. It.: Salice bianco; Fr.: Saule blanc; Ingl.: White willow; Ted.: Siber weide; Sp.: Sauce blanco.
Nomi dialettali. Italia: Salice, Salce, Salicastro, Salicone, Salice da pertiche, Salcio arboreo, Salcio da forche, Salcio lombardo, Sarxu giancu, Soixu, Sales bianch, Salgher da làtole, Venz, Venco mèstego, Molècch, Salcone, Saucia, Cudole, Salici jancu, Gurra, Sarpa. Fr.: Osier blanc, Plon blanc, Saudre, Aubier. Ted.: Weiss weide, Sp.: Saz, Salce, salguera, Sao, Blina.
Distribuzione geografica. Lungo i corsi d’acqua, rive dei fiumi, luoghi umidi, dal piano alle zone montane dell’Europa, Asia settentrionale e centrale, Africa settentrionale, Palestina, Russia, America, Himalaia.
Descrizione botanica. Albero alto 10-25 metri, munito di chioma irregolare. Tronco regolare, eretto, corteccia grigio-verde nei giovani alberi, nei longevi è invece grigio-scuro, con screpolature longitudinali. Numerosi rami, lunghi, eretti-patenti, flessibili e persistenti, con scorza liscia; i giovani in generale sono pubescenti e pendenti. Gemme rossastre piccole, setose, acute, ovate-oblunghe, applicate ai rami. Foglie alterne, acuminate, oblungo-lanceolate, caduche. Amenti (fiori) lassi, oblungo cilindrici, con squame oblungo-lanceolate, caduche, gialli. Stami 2, muniti di filamenti liberi. Due stimmi divergenti. Capsula uniloculare con due valve. Semi assai piccoli.
Tempo della fioritura. Aprile-maggio.
Parti usate. La corteccia dei rami di 2-3 anni, le foglie, gli amenti.
Tempo balsamico o della raccolta. Le foglie si raccolgono in aprile, i fiori in piena fioritura (aprile-maggio), la corteccia in settembre.
Composizione chimica. Corteccia: tannino, salicina (glicoside amaro) che azionato dall’emulsina si scinde in glucosio e saligenina; cera, gomma, resina, una sostanza aromatica, concino. Foglie: acidi gallico e tannico, zucchero, catechina. Le ceneri del Salice contengono acido fosforico, potassa, magnesia, calce.
Azione farmacodinamica. L’uso del Salice è antichissimo, specialmente nelle febbri intermittenti. La corteccia giova come antiperiodico, per la presenza della salicina. Antireumatica, antisettica, astringente, eupeptica, sedativa gastro-enterica, tonica. Foglie e fiori: anafrodisiaca, neurosedativa. Quindi possono sostituire il bromuro di potassio.
Applicazioni terapeutiche. Si somministra agli erotomani e onanisti, perché è un potente sedativo degli organi genitali, maschili e femminili.
La corteccia in particolare serve contro l’anemia, atonia digestiva, clorosi, disoressia, dispepsia spastica, emorragie passive, enteralgie, leucorrea, lienteria, piaghe, reumatismo acuto e cronico, ulcere.
Le foglie e i fiori:: dismenorrea spastica, dispepsia ipercloridrica, eretismo genitale globo isterico, insonnia nervosa, metralgia, psicosi depressiva.
Il contenuto di salicina è un sollievo nelle nevralgie. La cenere della corteccia guarisce i calli, se macerata nell’aceto e applicata su di essi.
La scorza è ottima quanto il chinino in fatto di febbri, e per le proprietà toniche e astringenti ferma le emorragie interne, le diarree e dissenterie, cura l’anemia e la clorosi. Efficacissima contro la gotta e i reumatismi. Le foglie e la scorza, ma in particolare i fiori di soave odore, sono antispasmodici, quindi calmanti ipnotici e moderatori dell’eccitazione erotica, compresa quella dolorosa. Le proprietà anafrodisiache sono ricordate da Plinio, Dioscoride, Mattioli, S. Alberto Magno, Lemery, Leclerc.
Preparazioni e dosi.
Come tonico e febbrifugo: Polvere grammi 2-3.
Estratto fluido 2-5 grammi al giorno (1 grammo corrisponde a 47 gocce circa).
Estratto idroalcoolico 1-3 grammi, ma da 4 a 8 gr. come febbrifugo.
Scorza macerata nel vino (50 grammi per un litro) circa 80 grammi prima della cena e del pranzo. La scorza dei rami non deve essere più vecchia di tre anni, presa sempre prima del pasto.
Come antispasmodico e anafrodisiaco, l’estratto fluido alla dose di 5-10 grammi.
Contro i dolori pelvici, eretismo genitale, insonnia, angoscia: estratto fluido dei fiori: 1-2 cucchiaini da caffè la sera quando si va a letto, un terzo cucchiaino, dopo un’ora, se persistono i disturbi. In mancanza di questi preparati farmaceutici, si può ricorrere al decotto nel vino bianco o nell’acqua di 30-60 grammi della corteccia per un litro di liquido. Se ne beve un bicchiere prima dei pasti (circa 80 grammi).
L’infuso delle foglie pestate, un pugno per mezzo litro di acqua bollente, infondere 20 minuti. Gli antichi medici consigliavano per chi soffre d’insonnia di lavarsi le gambe o fare un pediluvio di decotto molto caldo di scorza e fiori. Se non si hanno i fiori, il decotto contro l’insonnia si fa con 4-8 grammi di scorza per 100 di acqua, e si beve prima di andare a letto.
Infuso fiori 2%, riposo 15 minuti. 2-3 tazzine.
Foglie infuso 2%, riposo 20 minuti, 2-3 tazzine.
Tintura foglie 1-3 grammi.
Si associa bene con la Valeriana
Piante a effetto simile: Salice rosso (Salix purpurea), Salice nero (Salix nigra).
Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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