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Nome botanico latino. Valeriana officinalis L.
Famiglia botanica. Valerianacee.
Nomi internazionali. It.: Valeriana; Fr.: Valèriane mèdicinale; Ingl.: Valerian; Ted.: Gebrauchlicher baldrian; Sp.: Valeriana oficinal.
Distribuzione geografica. Boschi, luoghi umidi, corsi d’acqua, dalla pianura alle zone montane e nei luoghi temperati dell’Europa, Asia settentrionale, Giappone, Manciuria, America. Viene coltivata per divisione dei cespi in terreni freschi.
Descrizione botanica. Erba perenne, alta talora oltre un metro. Fusto diritto, all’esterno solcato, all’interno vuoto, munito di pochi rami sistemati nella parte superiore. Numerose foglioline messe a due a due, una contro l’altra, lungo un picciuolo comune. I fiori spuntano in aprile, maggio fino a luglio, a forma di ombrelle composte di piccoli fiori rosa profumati, posti in cima alla pianta. Il rizoma o corto fusto sotterraneo, verticale, ha numerose radichette che emana un odore forte, caratteristico che aumenta man mano che essica.
Tempo della fioritura. Aprile e luglio.
Parti usate. Rizoma e radice.
Tempo balsamico o della raccolta. Marzo-aprile; settembre-ottobre.
Corrispondenza astrologica. Mercurio.
Composizione chimica. Tannino, glucosio, sali, amido, valerina e catenina (alcaloidi), olio essenziale composto di borneolo, isoborneolo e dei loro esteri formico, acetico, isovalerianico, propionico. Dalla droga fresca si possono estrarre mediante l’etere i valeranone e valerenone (chetoni), maaliolo e valenolo (alcooli); quattro idrocarburi sesquiterpenici, un fenolo e acidi esperetico, valerenico, acetilvalerenolico, bechenico e valerenolico.
Azione farmacodinamica. Antinevrotica, calmante, antiepilettica, antispasmodica, cardiotonica, diuretica, ipotensiva, amara, simpaticolitica, tonica.
Applicazioni terapeutiche. Sedativo e calmante nell’isterismo, convulsioni, nella nevrosi cardiaca, nelle manifestazioni nevrasteniche, insonnia nervosa, crampi, dismenorrea, coliche, arteriosclerosi, asma, corea o ballo di S. Vito, afonia nervosa, agitazione, globo isterico, singhiozzo, plessalgia, naupatia (mal di mare), metrospasmo, dispepsia nervosa con cefalea: somministrare 3 bicchieri al giorno dell’infuso preparato a freddo così fatto: gr. 15 di radici per un litro d’acqua. Bollire 10 minuti e lasciare tutta la notte in infusione. Al mattino colare e bere 3 bicchieri al giorno. Apoplessia isterica, enterospasmo (spasmo intestinale) ansietà precordiale, frenocardia (sindrome di Hertz, dolori al di sotto dell’area cardiaca), pirosi (sensazione di bruciore allo stomaco), prosopalgia (dolore facciale, nevralgia del trigemino), psicosi depressiva, psicastenia: rimedio come sopra: infuso a freddo 3 bicchieri al giorno.
Convulsioni dei bambini per vermi: ogni due ore somministrare un cucchiaino da caffè di un infuso preparato come sopra, ma con 8 gr. di radici in 200 di acqua.
Epilessia, catalessi, convulsioni epilettiformi, ooforo-epilessia (epilessia di origine ovarica): ogni 6 giorni somministrare da 4 a 8 gr. di polvere di radici stemperata nel vino e presa a digiuno. Allo scopo la radice deve essere stata raccolta in primavera prima che la pianta abbia emesso rami e fusti.
Epilessia e convulsioni epilettiformi dei bambini: si purga l’ammalato e per tre giorni di seguito gli si somministra la polvere di radice, raccolta in primavera prima che la pianta abbia emesso rami e fusti, stemperandone da 2 a 6 grammi in un cucchiaio di latte.
Riassunto delle forme e dosi.
Polvere da 0,5 a 1 grammo. Massima dose 10 grammi in ostia o pillole.
Estratto molle 1-3 grammi.
Estratto fluido 10-15 gr.
Tintura 20-40 gocce.
Idrolato 20-30 grammi.
Infuso per clisteri 10% riposo 30 minuti.
Azione sui meridiani energetici. Milza.
Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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