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Nome botanico latino: Laurus nobilis
Famiglia botanica: Lauracee.
Significato del nome: laurus = lodevole
Nomi internazionali: Italia: Lauro o Alloro o Alloro romano; Francia: Lauried d’Apollon; Inghilterra: Laurel tree; Germania: Lorbeerbaum; Spagna: Lauro.
Descrizione botanica: arbusto sempreverde o albero alto sino a 10 metri. Tronco con scorza giallastra; rami di legno flessibile e duro. Foglie lucide, slanciate, appuntite, intensamente verdi, col bordo ondulato, bellissime e dotate di un caratteristico profumo balsamico. I fiori sbocciano a marzo: sono di color giallo verdiccio e radi. I frutti sono simili a piccole ciliegie, cioè, sono delle bacche nere con grossi semi: contengono il famoso oleum lauri, l’olio aromatico di colore verdastro.
Dove si trova: cresce sotto qualunque clima, ma predilige le zone marine e calde, lacustri. Originario dell’Asia Minore, è inselvatichito e coltivato negli orti, nei giardini, nei boschi, macchie, dal piano alle zone montane inferiori nelle regioni temperate dell’Europa meridionale e del Mediterraneo.
Parti usate: Le foglie e le bacche.
Fioritura: Marzo-aprile.
Tempo balsamico: Le foglie in luglio, le bacche a maturazione.
Corrispondenze astrologiche: primaria: Ariete, Leone, Sagittario. Sole. Influenza secondaria: Giove.
Composizione chimica:
Foglie: olio essenziale che contiene del pinene, fellandrene, geraniolo, linalolo, acido laurico, eugenolo, metileugenolo, eteri acetico, butirrico e valerianico; tannino, resina, pectina, sostanza amara, mucillagine.
Bacche: olio etereo, olio grasso, laurosterina (gliceride dell’acido laurico), miristina, acidi palmitico, stearico, oleico e linoico; bassotina, clorofilla, gomma, zucchero, amido, resina, tannino.
Azione farmacodinamica:
Le foglie hanno un’azione antisettica, assorbente, carminativa, diaforetica, espettorante, stimolante.
Le bacche: antalgico-topica, antinevralgica, lenitiva.
Applicazioni terapeutiche:
le foglie: adinamia, aerofagia, anidrosi, atonia digestiva, bronchiti putride, cefalea da dispepsia, dispepsie nervose, gastrospasmi, idropisie addominali, ipocondria, nevrosi gastriche, pirosi, piurie.
Le bacche: artralgie, edema da reumatismo, emiplegie, lombalgie, reumatologie, torcicollo.
Preparazioni e dosi: Riassunto:
Foglie:
Infuso: grammi 2, acqua bollente 100, riposo 20 minuti. Bere 2 tazzine. Per bagno aromatico energetico stimolante: 10% riposo 30 minuti, in grammi 1000 da versare nel bagno.
Alcoolatura: 30-50 gocce
Estratto fluido: 0,50-1,50 grammi.
Tintura: 30-150 gocce.
Olio essenziale: 3-5 gocce in pozione.
Olio laurino, linimento.
Cura delle malattie:
Sudorifero e contro raffreddore o influenza incipienti:
gr 5-15 di foglie di alloro, 1 litro d’acqua. Lasciare a riposo in un recipiente coperto per 5 minuti, colare e bere l’infuso ben zuccherato e caldo.
Per digerire e svuotare lo stomaco:
lo stesso infuso di cui sopra già usato come sudorifero.
Contusioni e reumatismi, arti inceppati:
si prepara un unguento laurino con grammi 60 di oleum lauri (ottenuto in precedenza, ponendo a macerare in un bagno di olio di oliva, le bacche), 3-4 gocce di trementina, grammi 50 di grasso di montone fuso, grammi 150 di grasso di maiale fuso. Sarebbe l’ideale il grasso umano come si usava nella medicina di Paracelso e di Gerolamo Cardano, per l’alto potere di penetrazione nei tessuti. Questo unguento giova nelle frizioni per ridare elasticità agli arti inceppati nei movimenti per le contusioni o i reumatismi.
Per tonificare il sistema nervoso e stimolare l’appetito:
fare un bagno al giorno sino alla guarigione, nell’acqua calda nella quale si sia fatto versare della bollitura di molte foglie d’alloro.
Digestioni difficili:
grammi 5 di foglie di alloro, grammi 5 di buccia secca d’arancia e grammi 200 di acqua. Bollire per 10 minuti, filtrare e aggiungere zucchero a piacere, purchè il malato non sia diabetico. Una tazzina tiepida bevuta dopo i pasti, è molto utile nelle digestioni laboriose e difficili.
Piedi sudati e doloranti:
i pediluvi prolungati in un decotto tiepido nel quale si siano fatte bollire un pugno di bacche d’alloro, ridanno freschezza e sanità ai piedi sudati e doloranti, specialmente nei mesi estivi e dopo una lunga marcia.
Contro gli ossiuri e gli ascaridi:
un buon rimedio per mettere in fuga i vermi (ascaridi e ossiuri) è un infuso di gr. 20 di foglie di alloro, gr. 200 d’acqua che, filtrato, si introduce nell’intestino con una pera di gomma.
Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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