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Nome botanico latino. Aristolochia clematitis L.
Famiglia botanica. Aristolochiacee.
Significato del nome. Aristolochia dal greco àristos = ottimo e lochia, parto = eccellente per partorire, perché procura le mestruazioni. Clematis deriva pure dal greco, e vuol dire tralcio, ovvero pianta con fusto flessuoso.
Nomi internazionali. It.: Strallogi. Fr.: Aristoloche Clematite. Ingl.: Birtwort. Ted.: Gemeine Osterluzei. Sp.: Aristoloquia Clematidea.
Nomi dialettali. Ristologi, Stallogi, Bacchioch de fraa, Aristòlochia-clematide, Strologia, Ammounse, Ambrounse, Baciocch, Capel’dpreive, Svechili salvadegh, Zuccole, Zuchera, Storici, Bale de frà, Cappieddu di prèviti.
Descrizione botanica. Pianta perenne erbacea spontanea con radice fusolata, bruna e rizomi striscianti, fetidi, sottili. Alta 30-60 cm., glabra. Si può anche coltivare. Radice tuberosa di sapore amaro nauseante, come del resto promana cattivo odore tutta la pianta. Fusto eretto, solcato. Foglie alterne, picciuolate, ovali cuoriformi alla base, ma appuntite all’apice. I fiori giallo verdicci 3-6 in fascetti ascellari da maggio a luglio e capsula globosa che si apre per 6 valve. Semi numerosi, grigiastri, subglobulosi, lucenti, prima rossi, poi scuri e alla fine neri.
Dove si trova. E’ comune nell’Europa centrale e meridionale, nelle sterpaglie, le siepi, lungo gli argini, nelle vigne, nei campi, nei luoghi sterili e incolti, in terreno calcareo, Russia centrale, Asia minore.
Parti usate. Il rizoma.
Fioritura. Maggio-luglio.
Tempo balsamico. Settembre-ottobre-novembre.
Corrispondenze astrologiche. Mercurio, Ariete, Cancro.
Composizione chimica. Clematina, acido aristolochico, aristolochina (alcaloide) resina, tannino, un olio essenziale, acido malico, fecola, colina, alcool cetilico, allantoina, fitosterina.
Azione farmacodinamica. Sedativo nelle malattie nervose e cutanee. Antigottosa, anti-isterica, antireumatica, diuretica, drastica, emmenagoga, eutocitica, febbrifuga, stimolante, vulneraria.
Applicazioni terapeutiche. Amenorrea, asma umida, clorosi, bronchite cronica, cervicite, diatesi linfogena, dismenorrea, eczema, emottisi, febbri intermittenti, intertrigine, globo isterico, ipomenorrea, metrospasmo, orarialgia, prurito vulvare, reumatismo, sciatalgia, ulcera varicosa, ulcera vulvare.
Attenzione! E’ una pianta velenosa. Siate precisi nelle dosi.
Preparazioni e dosi.
Decotto di radici: 15-30 gr. per 1 litro d’acqua. Bollire 10 minuti. Dose: 2-3 cucchiai al giorno.
Decotto di radici per uso esterno: 30 gr. di radici per 1 litro d’acqua. Oppure, se volete 3-5%, ebollizione 8 minuti. Serve per lavare, impacchi sulle parti piagate ed eczematose, mattino e sera.
Polvere di radici o rizoma: in ostia 1-4 grammi. Oppure in 120-150 gr. di vino.
Infuso di radici: 1-1,50%, riposo 20 minuti. Dose: a cucchiai, al massimo 150-200 gr. nella giornata.
Estratto fluido: 20-40 gocce (1 gr. = 40 gocce)
Tintura: estratto fluido aristolochia gr. 20, alcool a 20° gr .80. Dose: gr. 0,5-2,5 pro die.
Sciroppo: estratto fluido di aristolochia gr. 5, sciroppo semplice gr. 95. Dose: da ½ a 2 cucchiaini al giorno.
Questa piante si può sostituire con l’Aristolochia rotunda, di cui elenco i principi attivi e le dosi.
Principi attivi: Aristolochina o acido aristolochico, ulmina, fecola, resina; acido malico, zucchero, tannino, tracce di olio volatile, una materia colorante gialla.
Forme e dosi:
Infuso: 2%, riposo 20 minuti. Bere 2-3 tazze al giorno.
Polvere: 1-2 gr. due volte al giorno.
Estratto fluido: 3-10 gocce, massimo 30 gocce al giorno.
Tintura: 10-30 gocce, 2 volte al giorno.
Decotto: per uso esterno: 5%, ebollizione 8 minuti.
Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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