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Nome botanico latino. Artemisia vulgaris L.
Famiglia botanica. Composite.
Nomi internazionali. It.: Artemisia. Fr.: Armoise. Ingl.: Omugwort. Ted.: Gemeine beifuss - Arten. Sp.: Artemisia.
Nomi italiani volgari. Erba di S. Giovanni, Canapaccio, Amarella, Assenzio selvatico.
Descrizione botanica. Pianta erbacea perenne, selvatica e coltivata, alta da 1 metro a 1,50, molto comune, ramosa. Il fusto è rossastro. Fiori: giallo-verdastri, a calice lanoso disposti all’estremità dei rami in piccole spighe. Questi fiori sono piccoli. Le foglie alterne, di colore verde cupo nella pagina superiore, cotonose e biancastre nella pagina inferiore, profondamente divise, grandi e disposte lungo tutto il fusto. Tutta la pianta ha odore aromatico forte. Il suo sapore è amaro. Achenio quasi cilindrico, liscio, sormontato da un dischetto. Si distingue dall’Assenzio.
Dove si trova. Luoghi incolti, siepi, terreni aridi, corsi d’acqua, macerie, campi, rupi, i margini delle strade. Si trova dalle zone montane superiori dell’Europa e della Siberia fino all’America settentrionale. Rara nel meridione.
Parti usate. Tutta la pianta: le foglie, le sommità fiorite, la radice.
Fioritura. La pianta fiorisce da giugno a settembre, e come già detto, con fiori giallo-verdicci.
Tempo balsamico. Le foglie in giugno; le sommità al tempo della fioritura; in luglio; la radice, in ottobre. I fiori si raccolgono in boccio o appena aperti. La radice dopo la fioritura, recidendo la pianta a 40-50 cm. dal terreno.
Coltivazione e conservazione. E’ pianta spontanea, non conviene coltivarla. I Fiori si essicano su teli all’ombra e a strati sottili. Stagionare in locale asciutto per 3-4 giorni. Le radici si essicano pure al sole, e come i fiori si imballano in sacchi solidi.
Composizione chimica. Un principio amaro, l’artemisina, acido tannico, mucillagine, una resina, un olio volatile che contiene cineolo, tuione, eucaliptolo; inulina e tracce di sostanze da precisarsi.
Azione farmacodinamica. Amara, antelmintica, antimetralgica, antispasmodica, antitermica, aromatica, eccitante, emmenagoga, sedativa, tonica.
Applicazioni terapeutiche. I Cinesi considerano l’Artemisia una pianta di grande utilità terapeutica. Essa serve contro l’amenorrea, atonia nervosa, colica uterina, convulsioni, corea, dismenorrea, disturbi della menopausa, epilessia, flatulenza, inerzia uterina, isterismo, meteorismo, metrospasmo, vomito spasmodico.
Preparazioni e dosi.
Infuso (gr. 30 di fiori e foglie in un litro di acqua bollente per circa 30 minuti, da bere da 2 a 4 bicchieri piccoli nella giornata), da consumarsi prima dei pasti, nelle regole dolorose o soppresse, quindi come emmenagogo.
Polvere della radice seccata (mescolata con zucchero polverizzato, da prendersi ogni ora, in dosi pesate con precauzione di due centigrammi ogni volta, e che possono arrivare fino a 10 centigrammi in tutta la giornata. Essa giova contro l’epilessia e le convulsioni. Questo rimedio serve ai bambini nella loro prima dentizione e quando hanno le convulsioni. Bisogna, però essere cauti nelle dosi, consultarsi con il medico. Contro l’epilessia degli adulti ha dato risultati buoni, somministrata quattro volte al giorno alla dose di 3-5 grammi.
La Tintura si usa da 30-60 gocce, 2-3 volte al giorno.
Decotto per uso esterno (10%, ebollizione 10 minuti).
Estratto fluido (15-40 gocce; 1 gr. = 36 gocce).
Lo sciroppo si fa con 5 gr. d’estratto fluido in 95 gr. di sciroppo di zucchero: 2-3 cucchiaini come tonico e stimolante del sistema nervoso, e quindi di riflesso, come digestivo.
Controindicazioni. Gestanti, lattanti. Alle lattanti perché l’amaro si elimina attraverso il latte e il sudore, conferendovi un sapore cattivo.
Incompatibilità. Solfato di ferro e di zinco.
Si associa bene con: Assenzio, senecio, zafferano, valeriana. Queste piante si comportano da sinergici. Può essere associata anche alla Cataria, Ruta, Cannella, Anice, Menta.
Piante con azione simile. Assenzio romano (Artemisia absinthium), Assenzio pontico (Artemisia pontica).
Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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