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Nome botanico latino. Crataegus oxyacantha.
Famiglia botanica. Rosacee.
Significato del nome. Dal greco krataigos (kratos = forza e àigon = delle capre; nel senso dell’allusione ai giovani germogli brucati con avidità dalle capre).
Nomi internazionali. It.: Biancospino. Fr.: Aubépine, Epine blanche, Bois-de-mai. Ingl.: Whitethorn, Haw thorn. Ted.: Veissdorn. Sp.: Espino albar, Espino tordellino.
Nomi dialettali e sinonimi. Acanta da siepi, azzaruolo selvatico, spino alba, pruno bianco, russulidda, spinazzo, cerasedda, pignatine, pom d’la Madona, spinapolice, calavrign, russuliddu, brissulin, prisset, cagaboi, azarolo selvatico, spin giancu, beccabò, glog, bagaboi, spinapedice, boce, bucciu, bruzzulino, ciprauno, brusciolino, pettaro, calavughe, brussarina, spinapùlici, pappa de volp, spinapuci, paroliner, spin blanc.
Descrizione botanica. Arbusto spinoso piuttosto grande della famiglia delle Rosacee con foglie coriacee sparse con 3-5 lobi dentati. Alto da 2 a 10 m. Fiori bianchi, odorosi riuniti in grappoli a infiorescenze a forma di corimbo. I suoi frutti sono carnosi rotondeggianti di color rosso corallo. Cresce a cespugli allo stato selvaggio, nei boschi, scarpate, macchie, dal piano alle zone montane.
Dove si trova. Dal piano alle zone montane dell’Europa, Asia Minore, America settentrionale, Canadà. Da noi cresce a cespugli nelle macchie, scarpate, boschi, sempre allo stato selvaggio. Viene pure coltivato e potato a piccoli alberi dalle forme strane per farne siepi.
Parti usate. Fiori e sommità fiorite. Frutti, scorza del legno.
Fioritura. Aprile-maggio.
Tempo balsamico. Le foglie e i fiori si raccolgono in aprile prima della massima fioritura. Si fanno essiccare all’ombra con rapidità.
Corrispondenze astrologiche. Gemelli, Leone, Marte, Urano, Giove, Sole.
Composizione chimica. Quercitrina e quercitina (sono dei derivati flavonici della trementilamina), un glucoside, olio etereo, amigdalina, cratagus-lattone, acidi crategolico e crategico.
Azione farmacodinamica. Cardiotonica, ipotensiva, narcotico-sedativa, parasimpaticolitica, vasodilatatrice. Il frutto e la scorza del legno sono astringenti, diuretiche, litontritiche e nefrovescicali.
Applicazioni terapeutiche. Agripnia, angina pectoris, arteriosclerosi, eretismo cardiaco, eccitabilità, insonnia nervosa, ipertensione e sue conseguenze da arteriosclerosi, ipertensione da tachicardia, ronzii, vampe da ipertensione, vertigini.
Preparazioni e dosi. Riassunto.
Infuso di fiori, grammi 3 per 100 grammi d’acqua bollente: 2-3-5 tazzine al giorno. Riposo 18 minuti.
Polvere: 2-5 grammi in ostia.
Estratto fluido: da 3 a 5 gocce, 4 o 5 volte al giorno (1 grammo = 42 gocce).
Tintura: 20 gr. d’estratto fluido in 80 gr. d’alcool a 20°: somministrare 20-40 gocce per volta, 3 volte nella giornata.
Sciroppo: 5 gr. d’estratto fluido in 95 gr. di sciroppo di zucchero: 5-10 cucchiaini.
Cura delle malattie.
Infuso
Pressione alta e sue spiacevoli conseguenze - ipereccitabilità - vampate di calore - ronzii alle orecchie - ansia - palpitazioni di cuore - disturbi nervosi.
Grammi 3 e se non basta, gr. 5 di fiori freschi (o secchi) di biancospino, per 100 grammi di acqua bollente. Lasciare a riposo, in una tazza coperta per 20 minuti. Filtrare e bere una tazza ben zuccherata, durante la giornata.
Tintura.
Pressione alta del sangue - insonnia - vertigini.
Gr. 1 di fiori di biancospino, gr. 50 di alcool. Prendere 20 gocce prima del pranzo e della cena, insistendo per 3 settimane ininterrotte al mese per abbassare la pressione. Contro l’insonnia, basta aumentare le gocce a 40-50 prendendole in poca acqua prima di coricarsi. Per vincere le vertigini (causate dalla pressione alta) si devono prendere 30 gocce di tintura al giorno, in due dita d’acqua zuccherata.
Decotto.
Contro la pressione alta, arteriosclerosi, angina pectoris, nefriti croniche o coadiuvante.
Gr. 80 di fiori di biancospino, gr. 60 di foglie di vischio, gr. 20 di foglie d’ortica. Tenere le tre erbe tritate in un barattolo di vetro. Dieci grammi di questa miscela in due bicchieri d’acqua, fino a quando il liquido per ebollizione sarà ridotto a metà. Questo decotto si beve la sera lontano dai pasti, oppure il mattino a digiuno. La cura si fa ogni giorno per un mese di seguito, ripetendola, se necessario, dopo due settimane di riposo.
Nota bene: la tintura per la pressione sanguigna può essere presa anche sino a 60 gocce, tre volte al giorno, per 15 sino a 40 giorni, secondo la necessità. L’effetto si fa sentire sino a 12-20 giorni dopo la somministrazione; e la pressione deve diminuire di 20-110 mm. di mercurio. Il paziente può farne uso a lungo, perché è un medicamento che non dà accumulo.
Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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