|
Nome botanico latino. Polygonum bistorta L.
Famiglia botanica. Poligonacee.
Nomi internazionali. It.: Bistorta. Fr.: Renouée Bistorte. Ingl.: Bistort. Ted.: Wiessen knoterich. Sp.: Bistorta.
Descrizione botanica. Pianta erbacea, perenne, glabra, alta cm. 20-50. Fiori rosa, raccolti in spighe terminali solitarie, cilindriche oppure ovoidali. Perianzio con 5 profonde divisioni. Da 6 a 8 stami. Stili 3, liberi. Frutti lucenti, bruni, trigoni, sorpassanti il perianzio, acuminati. Rizoma legnoso, strisciante, due volte contorto, rosa internamente e brunastro all’esterno. Fusti nodosi, semplici, eretti. Foglie ovali, oblunghe, oblungo-acute, ottuse in certe piante, quasi cuoriformi o troncate alla base, glauche di sotto, col lembo decorrente sul picciuolo; le radicali picciuolate, le cauline sessili, col lembo acuminato e lungamente triangolare.
Dove si trova. Terreni freschi, prati umidi, erbosi, nei boschi radi, luoghi paludosi, in zone di prevalenza montane e montane superiori dell’Europa meridionale e centrale, Asia Minore, Asia temperata, America del nord.
Parti usate. Il rizoma, il cui sapore è amaro-astringente.
Fioritura. Maggio-agosto.
Tempo balsamico. Settembre-novembre.
Composizione chimica. La Bistorta contiene del tannino (15-20%), acido gallico, ossalato di calcio, zucchero, gomma, mucillagine, cellulosa, sali, resina, amido. Il tannino si differenzia da quello ordinario che si trova negli altri vegetali, perché costituito da due sostanze, la prima è affine a quella che si trova nella Tormentilla, la seconda è identica a quella che si trova nella Ratania.
Azione farmacodinamica. Analettica, antiemetica, antiemorragica, antipiretica, antisecretiva, astringente, ipoglicemizzante, rimineralizzante, tonica, vulneraria.
Applicazioni terapeutiche. Il Mattioli segnala questa pianta contro l’incontinenza d’urina, per prevenire gli aborti, contro le emorragie dell’utero e delle ferite, per saldare le ferite interne ed esterne, la dissenteria, nelle lesioni intestinali, nelle ulcere maligne, nei vomiti e sputi di sangue, somministrando la droga per decotto. Tutte queste proprietà sono state confermate dalla moderna fitoterapia. Essa è stata sempre di aiuto nelle emorragie nasali o epistassi e nelle perdite sanguigne dell’utero, nelle febbri intermittenti, specialmente se associata con altre sostanze e radici amare. Poiché la Bistorta è un tonico-astringente puro con azione certa per determinare un restringimento fibrillare dei tessuti molli, caduti, si può usare per aiutare certe malattie o stati fisio-anatomici particolari (ernie, prolasso dell’utero, etc.). Serve a frenare l’eccessiva quantità di urina (poliuria), nel vomito, perdite di sangue, dissenteria. Specifico della leucorrea, risolve i mal di gola e di denti, se si fanno i gargarismi. Come la Tormentilla, questa pianta può sostituire benissimo l’importata Ratania, e la sua azione astringente, rende migliore l’azione del tannino, per la cooperazione dell’amido. Utile ai predisposti alla tubercolosi oppure a quelli che lo sono già, perché non fa male allo stomaco. Si usa anche contro il diabete, nella spermatorrea dei giovani, nelle ragadi anali, nell’infiammazione della bocca e della laringe, nella leucorrea e nelle uretriti. Naturalmente a seconda dei casi si usa come gargarismo, irrigazione, etc. In lozioni esterne sul capo, fa crescere i capelli. In un quadro di sintesi clinica, la Bistorta giova nei seguenti casi: Cistorrea, diabete mellito, diarrea, diatesi essudativa, dissenteria, emorroidi, emottisi, epistassi, febbri intermittenti, ferite, gastrorragia, laringite, leucorrea, menorragia, metrorragia, poligalattia, poliuria, ragadi anali e vulvari, spermatorrea, stomatite, tubercolosi, uretrite.
Preparazioni e dosi.
Decotto per uso interno di 15-20-25 grammi di Bistorta per un litro di acqua. Bollire 15 minuti. Una tazza due volte al giorno, ma nei casi gravi anche 3-4 volte al giorno. Se necessario, se il male è ribelle, si può portare la dose a 60 grammi di droga per 1 litro di acqua. Cura le emorroidi, i flussi mucosi della diarrea, le febbri intermittenti. Nelle febbri è utile associare la Genziana, Centaurea minore. Questo decotto è ottimo contro la spermatorrea e i pericoli dell’aborto.
Polvere: può sostituire il decotto. Se ne prende 2-4 grammi al giorno. H. Leclerc suggerisce il vino di bistorta preparato con la radice contusa gr.125, alcool a 45° gr.250; si mette il tutto a macerare in un bottiglione di vetro per 24 ore, agitando spesso; dopo si aggiunge sino a completare un litro, del buon vino rosso di Bordeaux; si fa macerare ancora per altri 4 giorni, quindi si filtra. La dose è di 50-150 grammi al giorno. In mancanza di Bordeaux, i nostri vini rossi quando sono genuini, sono ottimi. Questo rimedio è ottimo anche per i tubercolosi. Alle dosi indicate si può adoperare la macerazione nell’acqua tiepida. Si deve evitare l’ebollizione, perché l’amido in combinazione con il tannino, precipita.
Per uso esterno:
60 grammi di Bistorta per 1 litro di acqua in decotto, va benissimo per lavande, iniezioni, gargarismi, compresse, lavande di ferite sanguinanti, fessure anali, emorragie esterne, epistassi. La tintura di 50 grammi di rizoma e un litro di alcool a 90° è molto efficace per cicatrizzare le piaghe e le ulcere, lavandole con questa tintura.
Droghe associabili: Genziana, Centaurea minore.
Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
|