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Nome botanico latino. Coffea arabica L.
Famiglia botanica. Rubiacee/Coffeoidee/Ixoree (sez. Eucoffea).
Significato del nome. Deriva da Caffa o Kaffa regione dell’Alta Etiopia, da cui proviene questo albero. Arabica: dell’Arabia, ma la vera patria è l’Abissinia, come accennato.
Nomi internazionali. It.: Caffè. Fr.: Caféier, Café. Ingl.: Coffee. Ted.: Kaffe. Sp.: Koffy. Arabo: Cahovah o Cabouch = togliere l’appetito e dare forza.
Sinonimi botanici. Coffea vulgaris Moench.
Nomi dialettali. Cafè, Caffè.
Descrizione botanica. La coffea arabica è un arbusto alto 1-10 metri, foglie ovali, opposte, sempre verdi, alle cui ascelle sbocciano dei fiori bianchissimi, odorosi e penetranti. La drupa o frutto, a maturità diventa rossa, gialla o bianca, somigliando assai alla ciliegia. Il frutto contiene due semi, ma nel caffè perlato ve ne è uno solo subrotondo. I semi hanno sapore amarognolo, odore erbaceo. Il colore verde o verde-giallastro.
Dove si trova. Spontanea nell’Abissinia meridionale, allo stato selvaggio anche nel Sudan e in tutta l’Africa equatoriale. Si coltiva nell’America del sud, Giava, India, Arabia.
Parti usate. I semi crudi, tostati e le foglie.
Fioritura. Primavera.
Tempo balsamico. Giugno-agosto.
Corrispondenze astrologiche. Ariete, Leone, Vergine, Sole, Venere, Mercurio.
Composizione chimica. Caffeina (1-2%), acido caffetannico, (una miscela di vari acidi: ac. clorogenico e acido caffeico), caffeone e olio essenziale di caffè che nascono durante il processo della torrefazione. Il costituente principale profumato del caffè è il caffeolo. Sostanze volatili: acetone, furfurolo, acido formico ed acetico, resorcina, idrochinone, pirrolo, piridina. Cera, grassi, zuccheri caramellati. Il caffeone si produce con la torrefazione a spese della caffeina e dell’acido caffetannico che si trovano più abbondanti nel caffè verde o crudo. E’ presente anche la trigonellina (N-metilbetaina dell’acido nicotinico) che durante la tostatura si decompone con formazione di acido nicotinico. Altri componenti sono le vitamine del gruppo B, fra cui niacina 22-53 mg %, in media 33 mg. %; ferro, calcio, piccole quantità di sodio e di fluoro. Ma sostanza predominante è sempre la Caffeina (trimetilxantina) che si trova pure nella noce do Kola e nella Paullinia sorbilis dell’Amazzonia.
Azione farmacodinamica. Tonica, nervina, cardiocinetica, diuretica, antispasmodica, febbrifuga, stimolante generale dei nervi.
Applicazioni terapeutiche. E’ un ottimo eccitante corticale (sonnolenze, stati depressivi, stanchezza) e bulbare (stati di sofferenza dei centri vasomotore e respiratorio) è pure fra i migliori analettici cardiaci (in qualsiasi forma organica del cuore) e fra i più efficaci diuretici. Questa droga viene impiegata pure come eupeptico, come tonico della muscolatura striata e come spasmolitico dei vasi coronari (angina pectoris) e cerebrali (emicranie, cefalee). Insufficienza aortica, asma cardiaco, e nei casi di avvelenamento per veleni dei serpenti, da alcool, oppio, etc. L’eccitazione cerebrale, mentale sino all’insonnia, è anche prodotta dal Caffeone, che, è anche antisettico e diuretico. L’affinità con il sistema nervoso ne fa un rimedio, ma i cui effetti variano con le dosi. Calma l’insonnia e il soverchio eccitamento, e nei sonnolenti e apatici risveglia le energie fisiche e intellettuali. Nelle malattie acute la sua azione si fa sentire per 2-8 ore, nelle croniche sino a 10 giorni.
Controindicazioni. Ulcerosi gastrici, ipertesi (può produrre un durevole aumento della pressione arteriosa, fra i 10 e gli 80 mm. di Hg. E’ controindicato nei neuropatici, artritici, uricemici e soggetti affetti da lesioni miocardiche.
Preparazioni e dosi. Riassunto.
Caffè crudo o tostato? Il caffè crudo contiene più caffeina e principi attivi che da abbrustolito. In questo ultimo caso si avrebbe il caffeone. Ritengo opportuno come suggeriscono i medici omeopatici, di somministrarlo crudo. Qualora si avesse bisogno anche delle sostanze che si formano nella torrefazione, allora mescolare i semi crudi con i torrefatti.
Infuso di semi crudi: gr. 10 di caffè macinato, acqua 100 gr. infusione 15 minuti. Colare e bere senza zucchero. Il seme crudo ha facilità a cedere all’acqua tutti i suoi principi attivi, ma non è così quando è torrefatto.
Estratto fluido (gr. 1 = XXXIX gocce). Dose: gr. 2-10 più volte al giorno.
Sciroppo: gr. 5 d’estratto in 95 gr. di sciroppo di zucchero: a bicchierini.
Tratto dal Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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