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CARDO BENEDETTO

Nome botanico latino. Cnicus benedictus Gaertner.
Famiglia botanica. Composite.
Nomi internazionali. Francese: Chardon bèni. Inglese: Blessed-Thistle. Tedesco: Benedickten-kraut. Spagnolo: Cardo bendito.

Descrizione botanica. E’ una pianta erbacea annua, lanuginoso-villosa con fusto ramoso, eretto, alto 30-50 cm. Le foglie con nervatura bianca reticolata, coriacee, di colore verde pallido: le inferiori con lacinie spinoso-dentate o pennatosette; fiori giallognoli in capolini ovoidi, terminali, solitari, a maggio giugno, con achenio cilindrico bruno-lucente a pennacchio.


Dove si trova. Cresce nei luoghi coltivati qua e là. Sovente si coltiva nella regione marittima. Europa meridionale, ovest dell’Asia.
Parti usate. Foglie e fiori.
Fioritura. Maggio-giugno, o giugno-agosto a seconda delle latitudini.
Tempo balsamico. Le foglie, in maggio-giugno; i fiori in maggio-agosto.

Composizione chimica. Le foglie e i fiori contengono una sostanza amara: la cnicina, la benedictina (glucosidi amari), resina, tannino, gomma, mucillagine, zuccheri, fitosterina, un olio essenziale, magnesio, potassio e vitamina B1.
Azione farmacodinamica. La cnicina è amaro ed emetico; le forti dosi possono produrre delle bruciature nell’esofago e nella bocca e delle diarree violente. Tonico amaro. Contro la febbre. Antisettico e depurativo. Dimagrante, stimolante, diuretico, eupeptico, digestivo, colagogo.
Applicazioni terapeutiche. Anemia, debolezza e tutti gli stati originati da inappetenza e debolezza digestiva. Convalescenza. Infermità del fegato. Scrofola. Asma. Utile nelle febbri intermittenti, paludismo (malaria), malta. Perciò il Cardo benedetto è indicato nell’adiposità, anoressia, atonia gastrica, bradipepsia, coprostasi, diarrea, dispepsia, emorroidi, gotta, idropisia, itterizia, pleurite, stasi biliare, stipsi, ulcera atonica.

Preparazioni e dosi.

Modo semplice: infusione di una cucchiaiata della pianta per tazza. Due al giorno, mezz’ora prima dei pasti principali. Nella febbre, una tazza ogni due ore. Modo rigoroso: infuso di 15-30 grammi di pianta per 1 litro d’acqua bollente. Infusione 10 minuti. Tre tazze al giorno prima dei pasti.
Tintura: 60-80 gocce.
Estratto fluido: 2-5 grammi. Polvere 1-4 grammi.
Succo 30-80 grammi.
Vino 2-5 cucchiai.
Estratto acquoso 0,3-1 grammo, 2-3 volte.
Acqua distillata 25-100 gr.
Per uso esterno si utilizza il decotto di foglie o l’acqua distillata contro le ulcere cancrenose e atoniche. Sostituirebbe il legno di Quassio.

Controindicazioni: non si deve dare o almeno con prudenza a chi ha lesioni renali e sofferenti di iperacidità.

Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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