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Nome botanico latino. Polygonum aviculare L.
Famiglia botanica. Poligonacee
Nomi internazionali. It.: Centinodia; Fr.: Renouée des petits oiseaux; Ingl.: Knotgrass; Ted.: Vogel-knoterich; Sp.: Centinodia.
Descrizione botanica. Fiori rosa o bianchi, disposti in gruppi di 2-4 all’ascella della maggior parte delle foglie o solitari. Perianzio a 5 segmenti. Stami 6, dei quali 5 alterni con sepali. Stili 3, più o meno saldati. Questa pianta è erbacea annuale, glabra, polimorfa. Radice a fittone, irregolare, lunga, fornita di numerose fibre. Cauli patenti, numerosi, prostrati o procombenti, della lunghezza di 5-100 cm., con rami fogliati su tutta la loro lunghezza. Foglie di un verde glauco, alterne, intere, lanceolate oppure oblunghe o oblungo-lanceolate o ellittiche, ottuse o acute, piane, sub-sessili, glabre e accompagnate da una guainetta nerastra, scariosa. Il frutto è un trigono, finemente striato per lungo, bruno-rossastro, incluso nel perianzio persistente. Questa la descrizione fitografica completa.
Dove si trova. Nei campi incolti, lungo le strade, luoghi sterili, presso le terre coltivate, dalla zona piana a quella montana superiore della terra, eccettuate le regioni polari artiche e antartiche. E’ cercata dal bestiame, maiali e oche che la mangiano di gusto.
Parti usate. Tutta la pianta, radici, semi, cauli, foglie.
Fioritura. Da giugno a ottobre; ai primi freddi questa pianta si secca. Si raccoglie e si secca in estate o nella primavera avanzata.
Tempo balsamico. Maggio-giugno.
Corrispondenza astropatologica. Saturno, Bilancia.
Composizione chimica. Tannino, antrachinone, silice, olio essenziale, acido ossalico, un alcaloide volatile, cera, mucillagine, materia grassa.
Azione farmacodinamica. Antispastica, astringente, diaforetica, diuretica, ipoglicemizzante, litontritica.
Applicazioni terapeutiche. Per uso interno: è stata usata fin dai primordi della medicina, da Dioscoride e Teofrasto a oggi contro i flussi del sangue e le diarree, dissenterie, ematuria, emottisi, enterorragie, bollita nel vino rosso e bevuta. Utile contro l’adenite bacillare, la calcolosi renale e biliare, colibacillosi, enterocolite, glicosuria, litiasi vescicale, nefrite bacillare, piuria, prurito da epatite, reumatismo articolare acuto e cronico, tubercolosi dei polmoni, ulcere gastro-intestinali.
Per via esterna: amigdalite, leucorrea, postite, rectocolite emorragia, ulcera vulvare, uretrite. Quindi, il Polygonum aviculare è fra le buone piante medicinali, la droga assai eccellente nei dolori della pietra, dei reni e della vescica. Migliore dello stesso Equiseto. Nei dolori della pietra la Centinodia spezza il calcolo e lo espelle dai reni e dalla vescica. Deterge e chiude le ulcere interne ed esterne, anche se queste sono inveterate. Gli antichi fermavano le violenti diarree e le coliche facendo bere il decotto ben caldo fatto metà di acqua e metà di vino rosso. Con una tazza di thè di Centinodia risolvevano i disordini di stomaco, distruggendo le tossine e le materie cattive accumulate nell’apparato gastro-intestinale. Il decotto del vino arresta i flussi bianchi; anche le foglie, odorose e di sapore stitico, essendo anche astringenti, si prescrivono nei decotti aperitivi e nei brodi per arrestare le emorragie interne e la diarrea, specialmente quella dei bambini. Si ferma il tenesmo anale. Poiché è sudorifera e antigottosa, depurarsi il sangue con questa pianta è altamente salutare.
Preparazioni e dosi.
Decotto: gr. 30-60 per litro di acqua o di vino rosso, o metà acqua e metà vino rosso (il vino è un solvente), secondo gli effetti voluti. Da freddo si passa. Se ne beve una tazza grande o più nella giornata; nei flussi bianchi, è sufficiente un piccolo bicchiere tre volte al giorno a distanza. Il decotto con 10-20 grammi di Centinodia e un litro di acqua, bollito per 15 minuti, giova per le affezioni renali ed eliminare la renella e i calcoletti dai reni e dalla vescica. Allo stesso scopo si può usare la tintura alla dose di 1-3 grammi.
Estratto fluido si può dare alla dose di 0,20-1,50 grammi. Semi in decotto sono purgativi. Per uso esterno: Gargarismi, lavande, irrigazioni, impacchi, si fa il decotto al 10%. Cioè, 10 grammi di Centinodia per 100 grammi di acqua.
Sapore. Dolce.
Azione sui meridiani energetici. Vescica urinaria e intestino crasso.
Tratto dal Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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