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Nome botanico latino. Chelidonium majus L.
Famiglia botanica. Papaveracee/Papaveroidee/Chelidoniee
La Chelidonium minus o Celidonia minore è la Ficaria verna Huds.
Sinonimi. Ranunculus ficaria L., Ficaria ranunculoides Roth. delle Ranunculacee il Favagello che non ha nulla a che vedere né per classe né per famiglia
Significato del nome. Chelidonium dal greco kelidòn = rondinella, secondo la leggenda che la rondine rafforzasse la vista ai nidiacei con il lattice di questa pianta. Infatti in antico si chiamava Hirundinaria major Lobel. Altra versione è il riferimento al periodo della fioritura che avviene al ritorno delle rondini.
majus – dal latino magnus = più grande.
Nomi internazionali. It.: Celidonia. Fr.: Chelidoine. Ingl.: Creater Celandine. Ted.: Scholl-kraut. Sp.: Celidonia.
Nomi dialettali. Chelidonia maggiore, Cinerognola, Erba da porri, Irundinaria, Erba da fossi, Erba da volatiche, Erba nocca, Erba margherita, Erba da porrìn, Erba purinea, Erba verruca, Erba dona, Erba bugnòn, Erba ca fa cruè i dent, Erba sirogna, Erma majstra, Erba sciòla, Erba mornera, Cirilonia, Erba dentara, Erba purrettu, Erba de ranas, Erba zerra, Civigogna, Papagno selvaggio, Ceraddòneca, Celisdonia.
Descrizione botanica. E’ una pianta erbacea bienne o perenne, vivace, sempreverde. Quando le si spezza un ramo emette un lattice giallo vivo e caustico. E’ alta 30-90 cm. ha una leggera peluria. Radice a fittone, grossa. Numerosi fusti, eretti, rami fragili e articolati. Foglie molli, alterne, sotto glauche e sopra verdi, pennatosette, picciuolate, divise in segmenti lobati o ovali, coi margini incisi crenati. Fiori giallastri, sistemati in ombrelle portate dai peduncoli ascellari di struttura piuttosto lunga. Il calice ha due sepali caduchi, acuminati e giallastri. Quattro petali, interi, obovati. Uno stilo brevissimo. Stimma con 2 lobi. Capsula a 2 valve, lineare. Semi nerastri, ovoidi-reniformi.
Dove si trova. Si trova in tutta l’Europa, Asia settentrionale (Siberia), America del Nord. Da noi cresce nelle siepi, campi, macerie, luoghi ombrosi, sui vecchi muri, dal piano alle zone montane dell’Europa. In Piemonte l’ho raccolta parecchie volte.
Parti usate. La radice e il lattice fresco. Ma si può usare tutta la pianta.
Fioritura. Aprile-settembre.
Tempo balsamico. La radice si raccoglie in marzo; il giallo lattice da aprile a luglio.
Corrispondenze astrologiche. Sole, Leone.
Composizione chimica. Fra gli alcaloidi si trovano la chelidonina, cheletrina, sanguinarina; ossichelidonina, metossichelidonina e ossisanguinarina; gli acidi chelidonico e malico, sparteina, resine, mucillagine, una materia colorante, la chelidoxantina, berberina, sali minerali. Molti di questi principi si ritrovano nella Escholzia californica. Acido formico, citrico. Olio etereo, saponina.
Azione farmacodinamica. Antispasmodica, catartica, colagoga, coricida, deostruente biliare, diuretica, emocatartica, eutrofica, ipotensiva, narcotica, anticancerosa. Ha azione prima eccitante e poi narcotica.
Applicazioni terapeutiche. Per la cura del cancro, si può iniettare nel tumore stesso. Nell’epitelioma diminuisce l’emorragia e l’odore fetido del secreto, ma anche ne attenua le crisi dolorose. Non tutti i casi si risolvono, ma associato ad altri antineoplastici è una via terapeutica. Si usa nella gotta e nell’idropisia. Droga che si può usare per via orale nei casi di cancro allo stomaco, apportando molto sollievo. Il lattice fresco messo sulle verruche ed i porri li distrugge. E’ consigliabile nell’angina pectoris, asma, cachessia, colecistite, dartri squamosi, diarrea spastica, epatomegalia, idropisia cardiaca, insonnia, ipertensione, ipertonia gastrica, ipertrofia epatica, itterizia, ittero catarrale, renella, scrofola.
Preparazioni e dosi.
Attenzione! E’ una pianta velenosa. A dosi elevate provoca mortali avvelenamenti, irrita le mucose della bocca, dello stomaco e dell’intestino, producendo vomiti e gastro-enteriti. In tal caso, per combattere l’avvelenamento acuto, si somministri del caffè nero, alcalini, stimolanti, tannino, joduri e iniezioni ipodermiche di atropina ed etere. Serve pure l’acqua calda con miele, albumina, poi mucillagine di lino e di altea. Quindi gli antidoti sono: acqua calda, altea, miele, sostanze mucillaginose.
Infuso: foglie gr. 3, acqua 100, riposo 25 minuti. Dose: 2-4 tazzine. Conviene tenersi al di sotto di queste dosi, per aumentarle se sarà necessario.
Estratto fluido: 0,50-2 grammi (1 gr. = 53 gocce).
Estratto idroalcoolico: 0,25-1 gr.
Tintura: estratto 20 gr. in 80 gr. di alcool a 50°: 1-3 cucchiaini.
Vino: 2-4 bicchierini.
Polvere della radice: 2-3 grammi in ostia, suddivisi nella giornata.
Succo fresco: 5%.
Pomata per uso esterno: succo 10% in eccipiente acido.
Polvere per uso esterno.
Sciroppo: gr. 2,5 d’estratto, 5 gr. d’alcool a 95° e 5 gr. di glicerina, in 95 gr. di zucchero: 3-5 cucchiaini.
Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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