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CICORIA SELVATICA

Nome botanico latino. Cichorium inthybus L.
Famiglia botanica. Composite.
Nomi internazionali. It.: Cicoria. Fr.: Chicorèe. Ingl.: Chicory. Ted.: Wegwarte. Sp.: Xicoira.

Dove si trova. Luoghi incolti, terreni aridi, lungo le strade, i campi, dalla pianura alle zone montane dell’Europa, Africa settentrionale e meridionale, Asia occidentale, America settentrionale e meridionale, Australia, India, Nuova Zelanda.
Parti usate. Radice e foglie.


Fioritura. Luglio-settembre. I fiori sono di colore azzurro-pervinca.
Tempo balsamico. Aprile e novembre. Le foglie in primavera. Le radici in autunno.

Composizione chimica. Cicorina (glicoside amaro cristalizzabile); inulina, mucillagine, resina, olio essenziale, tannino, pectina, arsenico, levulina, zuccheri (glucosio, levulosio, saccarosio), lattucina, lattucopricina, mannite, sali alcalini, acido stearico e acetico.
Azione farmacodinamica. Depurativa, diuretica, ipoglicemizzante, lassativa leggera, tonico-amara.
Applicazioni terapeutiche. Anoressia, bradipepsia, dermatosi da cattivo funzionamento epatico, efflorescenze della pelle, gastroenteriti, insufficienza biliare, intolleranza dei grassi, ipercloridria, iperglicemia, lipemia, stasi biliare, stitichezza abituale per ipocolia.

Preparazioni e dosi.

Decotto: 5 gr. acqua 100, bollire 8 minuti. Bere 2-3 tazze al giorno.
Infuso: gr 5, acqua 100. Infusione 40 minuti. Bere 2-3 tazzine.
Estratto fluido: gr. 2-5.
Estratto molle: gr.1-2 in pillole.
Succo: 50-100 gr.
Sciroppo: 50-100 in bibita.

Nella medicina popolare.
Si mangia cotta o cruda in insalata perché fa bene al fegato e allo stomaco. Cotta perde molto delle sue proprietà. Le foglie e le radici eccitano l’appetito perché sono toniche. Si considerano lassative perché facilitano l’andare di corpo. Depurativo dei migliori, la Cicoria agisce infatti sul fegato, per cui elimina l’itterizia (travaso di bile nel sangue). Toglie all’intestino i suoi ingorghi. Pulisce lo stomaco a fondo senza indolenzirlo. Fa eliminare dai reni una maggiore quantità di orina. Ristabilisce le funzioni della milza. E’ utile ai biliosi. Si adopera nelle digestioni difficili, nella mancanza di appetito dopo le febbri intermittenti o dopo quelle continue, nelle malattie della pelle, nell’ipocondria (stati di tristezza) e nell’isterismo, che sovente è assieme ai disturbi gastro-intestinali.
La cicoria coltivata, nella forma più attenuata, ha le stesse proprietà di quella selvatica, perciò si usi la spontanea.
Se infondiamo in un litro di acqua bollente 8-10 grammi di foglie di cicoria fresca, per un giorno intero, tagliate a pezzetti, e bevendone la mattina a digiuno un bicchiere e la sera un altro bicchiere, si elimina la stitichezza.
Nelle malattie sopra indicate si usa il decotto, preparato con un pugno di foglie fresche, bollite nel brodo o nell’acqua (due bicchieri al giorno); oppure il sugo spremuto a forza dalle foglie o la radice con le foglie, bollite prima in pochissima acqua per cinque minuti; questo sugo giova contro le febbri continue e intermittenti, preso col brodo. Utilissimo è il bere l’acqua comune nei pasti dopo aver fatto bollire in essa un po’ di foglie.
Un sacchetto di stoffa bianca pieno di cicoria in fiori, riscaldato nell’acqua bollente e applicato come cataplasma tra due panni sulla regione gastrica, calma il peso di stomaco; messo sul ventre, calma la infiammazione dei visceri.
La radice di cicoria si usa in decotto come le foglie con 15-30 grammi di radice tagliuzzata e bollita in un litro di acqua per 8-10 minuti. Sembra che la radice sia pure antiartritica, così scrive il Coli.
La radice coltivata, torrefatta e ridotta in polvere, viene usata con il caffè per farne l’omonima bevanda.
Come depurativo, il sugo spremuto si prende da 20 a 120 grammi. Lo si può far bollire con il latte (3-4 cucchiai per una tazza di latte).
L’infuso delle foglie secche o della radice, alla dose di 15-30 grammi per un litro di acqua, è aperitivo, diuretico, febbrifugo e lassativo. Si raccomanda nelle coliche intestinali e del fegato, nella gotta, nella renella, nell’idropisia e contro le febbri autunnali e primaverili.
Lo sciroppo di cicoria si prepara con mezzo litro di sugo filtrato nel quale si siano fatti sciogliere 500 grammi di zucchero; si mette il tutto su fuoco dolce e si fa cuocere fino ad ottenere una consistenza di sciroppo. Questo sciroppo è raccomandato contro la stitichezza dei bambini da Malpighi e da altri medici erboristi. Si conserva in recipienti di vetro ben chiusi. La dose è di 3-4 cucchiai la mattina a digiuno. L’Antonelli consiglia di associare anche un infuso di rabarbaro.
L’infuso di 10 grammi di foglie in mezzo litro di acqua bollente, riposo 20 minuti, in recipiente chiuso, è un farmaco nei raffreddori di petto, in tutte le comuni affezioni polmonari e nella tosse.

Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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