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DIGITALIS LUTEA o ERBA ARALDA

Nome botanico latino. Digitalis lutea L.
Famiglia botanica. Scrofulariacee.
Significato del nome. Dal latino, digitus = dito, per la forma a ditale della corolla. Lutea = gialla. Infatti vi sono le digitali rosse e quelle gialle, tutte velenose.
Nomi internazionali. It.: Erba aralda. Fr.:
Nomi dialettali. Erba aralda, capo di cane, bruttamèe, merù de bò, didaline, bocchina de levrina, ciancianella, sciù da me, digitaria, fior gentile, sussamèe, erba minsacea, du munei.

Descrizione botanica. E’ una pianta erbacea perenne. Simile alla purpurea, si distingue perché risulta più piccola, per avere i fiori gialli e per essere quasi senza peli. Alta 50-80 cm. I suoi fiori sono lunghi un paio di centimetri, larghi 5-7 mm., giallo-pallido, con due macchie un pochino più scure alla fauce. Sono parecchi, rivolti quasi tutti dallo stesso lato, o in racemo unilaterale, denso, con corolla a lobi grandi, riflessi all’esterno, l’inferiore, acuto, ovale, munito di peli radi. Questi fiori stanno quasi orizzontali. Le foglie oblunghe-lanceolate, dentate, glabre, bordate di ciglia lunghe 10-15 cm., larghe circa 3 cm.. I corimbi somigliano a delle campanelle o ditalini (20-22 mm.), il loro numero è di 6-8. Le divisioni del calice risultano strette, con peli al margine. La capsula è quasi conica, allungata.


Dove si trova. Cresce in particolare nei terreni calcarei di tutta Italia alta e media, nei boschi e nei luoghi selvatici montani fino agli Abruzzi. Nasce in Francia e in tutta Europa. E’ pure una pianta ornamentale.
Parti usate. Le foglie, da raccogliersi al 2° anno di vita della pianta.
Fioritura. Giugno-agosto.
Tempo balsamico. Giugno-luglio.

Conservazione. Le foglie si devono tenere al riparo dall’aria, della luce e dell’umidità, in vasetti ermeticamente chiusi, ridotte in polvere grossolana. Solo così dura anni, altrimenti deve rinnovarsi ogni anno.

Composizione chimica. La Digitalis lutea, contiene coma la D. Purpurea e la D. lanata Ehrh., i glicosidi digitossina, gitossina e gitalina. Le foglie contengono inoltre digitonina, gitonina (saponine), acido formico, acetico, butirrico e succinico, clorofilla, una materia colorante, enzimi. Il contenuto dei principi attivi nelle foglie non supera lo 0,25%.
Azione farmacodinamica. Cardiocinetica e cardiotonica, assai più diuretica della Digitale purpurea, diuretica indirettamente. E’ preferibile agli altri tipi della stessa famiglia, perché non presenta fenomeni di accumulo nell’organismo.
Applicazioni terapeutiche. Anarchia ventricolare, aritmia da fibrillazione auricolare, asistolia, cuore polmonare acuto e cronico, edema da cardiopatia, iposistolia, miocardite, pericardite, tachicardia.

Controindicazioni: Aneurisma, aortite, bradicardia, degenerazione sclerotica grassa del miocardio, embolia avvenuta da poco, turbe funzionali del cuore nei tipi nervosi e dispeptici, uremia.
Incompatibilità: Tutte le preparazioni a base di oppio, china, noci di galla, ratania, iodio, morfina, sali metallici, tormentilla, belladonna, giusquiamo, joduro di potassio, tannino, astringenti.
Sinergici: Segale cornuta. Convallaria, sparteina, ginestra, strofanto, adonide, quando si tratta di ottenere un’azione rapida nei casi di bassa pressione (ipotensione). Biancospino qualora si vuole avere un’azione continua. Ferro per iniezioni e segale cornuta nella dilatazione del cuore e idropisia.

Incompatibilità fisiologiche. Aconito, sali metallici, perché paralizzano il cuore. Morfina e atropina che sono anti-diuretici. Joduri e nitro glicerina perché sono vasodilatatori e abbassano la pressione del sangue. Chinina e sali a forte dosi: per la semplice ragione che indeboliscono i battiti cardiaci.

Preparazioni e dosi.

Polvere delle foglie alla dose di 20 centigrammi (0,20) a un grammo nelle ventiquattro ore in pillole, ostia o infuso. Non oltrepassare mai tale dose, intesa per l’adulto, perché la tossicità della Digitale conduce alla morte. I bambini sono molto più sensibili a tale minaccia. L’infuso o il macerato non si può conservare per più di una giornata perché si decompone. La tintura si prepara con 10 grammi di foglie tagliuzzate e seccate di recente in 65 grammi di alcool etilico, acqua distillata gr. 35. Tenere per tre giorni in macerazione in bottiglia scura al riparo dalla luce. Agitare ogni giorno e in fine filtrare. Si prende a gocce, alla dose di 5-10 gocce fino a 2-5 grammi nelle 24 ore. Le foglie è meglio raccoglierle in autunno piuttosto che in primavera perché più ricche di principi attivi, con tempo secco e dopo mezzogiorno.

Attenzione alla tossicità! Il controllo del medico è indispensabile. Non si commettano imprudenze nel cambiamento delle dosi, e si smetta in caso di intolleranza, ricorrendo ad altri cardiaci.

Antidoti. Caffè fortemente alcoolizzato, vomitivi, acqua tiepida, tannino, senapismi, stimolanti, riposo assoluto in posizione orizzontale.

Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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