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Nome botanico latino. Ephedra distachya L.
Famiglia botanica. Gnetacee.
Sinonimi. E. sinica Stapf., Ephedra vulgaris L., E. flava Porter Smith, E. Ma-Huang. Vi sono diverse specie nel Giappone.
Ephedra monostachya L., E. nebrodensis Tin., E. helvetica C.A.Meyer.
Ephedra equisetina Bunge., Ephedra intermedia Schrank var. tibetina Stapf.
Significato del nome. Ephedra, dal greco efedros, come di una pianta molto somigliante nella struttura botanica agli Equiseti. Secondo altri: pianta che sta vicino all’acqua di mare.
Nomi internazionali. It.: Efedra. Fr.: Ephèdre.
Nomi dialettali. Uva marina, dato che i suoi frutti somigliano per il succo acido e gli acini rossi, all’uva. Poliganu bacciferu (Sicilia).
Descrizione botanica. Le piante di questo genere somigliano agli Equiseti, hanno l’aspetto di un arbusto con tanti rami articolati verdi, fragili, filiformi, opposti e verticillati; una guaina bidentata si nota in corrispondenza degli articoli e il frutto è una bacca rossa, acida. Non superano il metro di altezza. Le foglie sono squamiformi opposte o ternate. I fiori unisessuali o dioici. I fiori maschili risultano disposti in spighe ascellari, i femminili pure ascellari vengono rappresentati da due brattee.
Dove si trova. Si trova nei luoghi sabbiosi dell’Europa meridionale. Infatti in Sicilia sui monti Nebrodi (Messina, Caronie) c’è l’Ephedra nebrodensis che poi altro non è che l’E. vulgaris o E. distachya L. Si trova in Ungheria, Siberia, (monostachya). L’Italia ne ha nelle rupi scoscese e scoperte, arene presso il mare e nelle isole maggiori, sulle Madonie; in Sardegna sul monte Oliera in luoghi rocciosi e aspri (nebrodensis). In Svizzera (helvetica). Nascono altre specie in Asia (Mongolia meridionale, Cina settentrionale e Giappone).
Parti usate. Fustici e foglioline, o tutta la pianta.
Fioritura. Marzo-giugno.
Tempo balsamico. Marzo-giugno.
Corrispondenza astrologica. Sole, Mercurio.
Composizione chimica. Il principale principio attivo è l’efedrina (alcaloide) contenuto in ragione dell’1%; la sua azione è meno rapide dell’adrenalina, ma più duratura. La F.U. usa il cloridrato di efedrina levogira. Il contenuto degli alcaloidi aumenta con il crescere della pianta. Le vecchie sono da preferirsi alle giovani. Durante la fioritura le piante maschili contengono più alcaloidi che le femminili. L’Ephedra che vive nei luoghi umidi ha un basso contenuto di alcaloidi. I nodi ne contengono solo un terzo degli internodi, ma contengono una maggiore quantità di efedrina rispetto agli internodi. Contiene pure olio etereo, catechina, tannino, zucchero, mucillagine, resina. Perciò le specie Efedra italiane contengono le stesse sostanze e alcaloidi di quelle cinesi. Nella droga cinese “Ma Huang”, oltre all’efedrina -efedrina, si trovano parecchie altre basi: N-metilefedrina, d-nor- -Efedrina, d-N-metil-efedrina, l-nor-efedrina, benzilmetilamina, efedina.
Il contenuto di tannino è elevato, perché si aggira fra gli 8,38 e 9,42%.
Azione farmacodinamica. Antireumatica, antiblenorragica, antidiarroica, antiasmatica, vasocostrittiva, ipertensiva, midriatica, simpaticotonica, antiistaminica, decongestionante, vasocostrittrice generale, ma vasodilatatrice delle coronarie.
Applicazioni terapeutiche. Si può usare al posto dell’adrenalina, sebbene la sua azione sia meno rapida, ma più duratura. Utile negli stati allergici (stati iperistaminici, febbre da fieno, asma bronchiale, orticaria, edema di Quincke, esantema, congiuntivite primaverile); nel morbo di Addison, di Adams-Stokes; nella ipoemodinamia (ipotonia, collasso, narcosi, ipotensione); nella rinite, bronchite, dispnea, enfisema, corizza, pertosse, laringostenosi, adenoidite; nella miastenia grave, nel sonno patologico, negli avvelenamenti da narcotici, nella ipoglicemia; nel blocco cardiaco atrio-ventricolare e seno-atriale. La sua azione rilasciante sui bronchi e sull’intestino giova in certe sindromi. Dilata la pupilla, stimola il centro della respirazione, aumenta la pressione arteriosa e migliora le capacità del cuore. Eccita le contrazioni dell’utero e della milza, accelera quelle cardiache, diminuisce la secrezione gastrica e degli spasmi intestinali e aumenta il glucosio. L’efedrina oltre ad essere meno tossica dell’adrenalina (estratto delle capsule surrenali), non viene alterata dai succhi digerenti.
Preparazioni e dosi.
Decotto: droga 2%, un cucchiaio ogni 2 ore.
Estratto fluido: (Titolo chimico 0,4% di alcaloidi. Un grammo = XL gocce). Dose: gr. 3-5 sino a gr. 20 pro dose, secondo i casi.
Tintura: estratto fluido di efedra gr. 20, alcool 25° gr. 80. A cucchiaini.
Sciroppo: estratto fluido di efedra gr. 5, sciroppo semplice F.U. gr. 95 a cucchiai.
Collirio: soluzione a 3/5% per ottenere un’azione midriatica. L’efedrina si somministra preferibilmente per bocca a dosi che per gli adulti variano da 15 a 50 mg. oppure di meno, sottoforma di cloridrato di efedrina. Per via sottocutanea o intramuscolare si usano le stesse dosi. La somministrazione endovenosa fatta solo dal medico, chiede le necessarie cautele.
Soluzione acquosa o oleosa. Come decongestionante instillata nelle mucose nasali al 0,5-2%.
Intossicazioni: la tossicità dell’efedrina non è molto elevata, ma le dosi superiori alle terapeutiche oppure anche a dosi normali in certi soggetti troppo sensibili, determinano eccitazione nervosa, insonnia, vertigini, tremori, stato ansioso, tachicardia o aritmie cardiache, sudorazione, anoressia, nausea e vomito. Si chiede pure della cautela nei soggetti affetti da disturbi cardiovascolari, ipertesi e sottoposti già a trattamento digitalico.
Antagonisti. Barbiturici.
Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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