|
Nome botanico latino. Fraxinus excelsior L.
Famiglia botanica. Oleacee.
Nomi internazionali. It.: Frassino. Fr.: Frene èlevè. Ingl.: Ash. Ted.: Gemeine esche. Sp.: Fresno.
Nomi dialettali. Nosiccio, Costolo.
Descrizione botanica. Grande albero, alto da 10 a 25 metri, ramoso. I suoi rami sono eretti oppure orizzontali, opposti, patenti, terminanti con una gemma nera. Corteccia verrucosa, grigia, bruno grigiastra o porporina. Le foglie opposte composte di 7-13 foglie ovali-lanceolate, seghettate ai margini, acuminate, verdi sopra, pallide e pelosette al di sotto presso le nervature. I fiori compaiono prima delle foglie, il loro colore è brunastro e formano pannocchie laterali, opposte o grappoli composti: mancano di calice e corolla; le antere, quasi sessili, hanno un colore portporino-nerastro. I frutti (sàmare) sono allungati, pendenti, rigonfi alla base e con ala alla sommità. Semi 2, pendenti e provvisti di albume.
Dove si trova. E’ frequente nei luoghi umidi, boschi, querceti, terreno calcareo, in Italia dal mare ai monti, specialmente nella parte settentrionale e centrali; lo si trova più o meno abbondante in tutta Europa, nell’Asia occidentale e nell’Africa settentrionale.
Parti usate. La scorza e il legno, le foglie, i frutti e la radice. Le foglie raccolte a fine giugno, seccate all’ombra sono più attive; di sapore amaro.
Fioritura. Aprile-maggio.
Tempo balsamico. Giugno-luglio.
Coltivazione e conservazione. Asportare le foglioline munite di lungo picciuolo. Essiccare al sole e stagionare per una settimana. Imballare a sacchi.
Composizione chimica. Fraxina (glucoside amaro), frassidina, tannino, gomma, mannite, acido malico, quercitrina (glucoside) che per idrolisi si sdoppia in quercetina e glucosio, inositolo, acido ursolico, un olio etereo contenente terpeni; vitamina K2.
Azione farmacodinamica. Antigottosa, antireumatica, diaforetica, diuretica, eupeptica, febbrifuga, lassativa, litontritica, uricolitica, purgativa. La scorza in particolare e il legno sono amari e astringenti, per cui furono usati come febbrifughi; la scorza ebbe il nome di China di Europa e nel napoletano China dei campagnoli, ma la sua azione è inferiore a quella della vera China, ma lo diventa se il Frassino si associa alla Genziana maggiore. Le foglie sono sudorifere, diuretiche, antigottose, antiartritiche e antireumatiche. La radice ha azione diuretica. I frutti operano come la radice e la sostituiscono.
Applicazioni terapeutiche. Il Frassino si usa contro l’artrite cronica, gotta, idropisia, lipo-artrite, litiasi renale e vescicale, oliguria, reumatismo intramuscolare cronico, uremia.
Preparazioni e dosi.
Infuso e decotto per le malattie gottose, artritiche, reumatiche si usano in ragione di 8-10 grammi di foglie tagliuzzate, sulle quali si versa (trattandosi di infuso) una tazza di acqua bollente (250 grammi); dopo 15-20 minuti si filtra e si beve caldo, la mattina e la sera. La stessa dose di foglie, per il decotto viene fatta bollire 4-7 minuti, lasciandola raffreddare. E’ migliore dell’infuso. Esso procura abbondante sudorazione e diuresi. Con l’infuso si può fare un clistere o fare delle compresse bagnate molto calde da applicarsi sulle parti malate. Libera dal reumatismo anche di vecchia data.
Come purgante, le foglie si danno in decotto o infuso concentrato di 15-25 grammi per un litro d’acqua, a seconda dell’età, sole o assieme alla Senna.
I frutti che il popolo chiama lingue d’uccello, sostituiscono le foglie (non come purgative), perché contengono una carica concentrata di principi attivi. Giovano come diuretici e sudoriferi nei calcoli vescicali, nell’idropisia, in particolare se cotte nel vino. Chi mastica detti frutti ottiene un buon alito e fortifica le gengive.
Un noto sciroppo popolare è il seguente: semi di frassino polverizzati gr. 500, gomma arabica gr. 150, zucchero gr. 4000, acqua bollente gr. 4000 (cioè 4 litri); si bagna più volte la polvere con acqua bollente, vi si fa sciogliere lo zucchero, si passa e si concentra a consistenza di sciroppo. Dose: 80 grammi al giorno.
La radice si usa contro l’idropisia per la sua azione diuretica. Finemente tritata, o raschiata, se ne fanno bollire tre manate in due litri d’acqua fino a ridurre a metà; si filtra il liquido e se ne beve un bicchiere tiepido ogni mattina. La sua azione comincia purgativa e diventa diuretica. Poiché la radice è difficile ad aversi, si sostituisce con i frutti. L’azione purgativa delle foglie è come quella della senna, blanda e innocua.
Il legno, in decotto nel vino giova negli ingorghi di fegato, milza e come sudorifero.
Scorza in polvere 10-20 grammi nelle 24 ore, con ripetizione di 3-4 volte;
il decotto di 15-60 grammi di scorza per un litro di acqua;
l’estratto acquoso 4-8 grammi,
l’estratto alcoolico 2-4 grammi contro la febbre.
La tintura da 1 a 3 grammi.
Piante con azione simile. Somiglia al Frassino l’Avorniello o Orniello (Fraxinus ornus), abbondante nei boschi di tutta Italia in particolare nella regione meridionale e le isole, dal mare ai monti. Dal suo tronco punto dalle cicale o dalle incisioni dell’uomo cola la manna delle farmacie, un blando, sicuro e innocuo purgante, al quale talora aggiungono un poco di foglie di senna. L’Orniello è rinfrescante. Si usa nella stitichezza abituale e per evacuare negli stati infiammatori del tubo gastroenterico e delle vie genito-urinarie. Il tempo balsamico è il momento della fioritura che avviene fra maggio e giugno. Contiene: mannite, glucosio, levulosio, manneotetrosio (zucchero), una resina solubile, destrina, acido citrico. La mannite si prende da 5-15 gr. fino a 3 anni; 15-20 gr. da 3 a 5 anni; 30 gr. oltre i 5 anni; 60 gr. per gli adulti. Fra le controindicazioni: imbarazzo gastrico, indigestioni.
Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
|