close

Avvertenze

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni, né a consigli medici, né a terapie sanitarie.

Le ricette fornite su Erboristeria e Medicina sono di natura generale, a scopo puramente divulgativo e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico abilitato.

Qualora si intendesse utilizzare una ricetta tra quelle contenute nel sito si raccomanda di consultarsi prima con personale sanitario (il proprio medico di base).

Comunque  gli amministratori del sito si esonerano da ogni responsabilità riguardo all'assunzione delle ricette riportate ripetendo che la pubblicazione delle suddette su supporto informatico ha il solo ed unico  fine di diffondere l'opera di Tommaso Palamidessi.


Top Panel
Avvertenze
Top Panel
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo e divulgativo dell'opera di Tommaso Palamidessi: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici - Leggi le avvertenze
GINESTRA (dei Carbonai)

Nome botanico latino. Sarothamnus scoparius Koch.
Famiglia botanica. Genistee/Leguminose.
Sinonimi botanici. Cytisus scoparius Link. Spartium scoparium L.
Significato del nome. Sarothamnus proviene dal vocabolo greco sàros = scopa, da saròu = spazzo, pulisco e da àmnos = arbusto. Denominazione scaturita dal fatto che serve per fare le scope.
Nomi internazionali. It.: Ginestra. Fr.: Genet à balais. Ingl.: Broom. Ted.: Gemeiner Besengister. Sp.: Hiniesta de escobas.
Nomi dialettali. Ginestar dei carbonai, Amarecciola, Scannabecco, Ciantagalletti, Scua, Vionsa, Zenestron, Ginester, Z’nestra da carbuner, Scopiglio, Inestra, Gianistre, Fringo, Sciuri allegru, Gianestra, Estrici, Amero, Scove, Visusa, Janesta, Ferula, Scoleppa, Monacaro.

Descrizione botanica. Arbusto alto 50-200 cm., eretto o ascendente che in rari casi arriva anche a tre metri di altezza. Rami angolosi, solcatiflessibili, glabri, verdi quando sono giovani, grigiastri con la disseccazione. Foglie alterne, in generale caduche, trifogliate le inferiori, picciuolate; semplici le superiori e quelle dei rami sterili; foglioline oblunghe, lanceolate o obovate, poco pubescenti o glabre. Fiori di color giallo-verdicci, gemini o solitari, lungamente peduncolati, patenti, con 2-3 bratteole alla base, formano un grappolo lasso ed eretto. Calice glabro, brevemente campanulato con due labbri ovali e divergenti, il superiore bidentato e l’inferiore a 3  denti. La corolla è a stendardo orbicolare. Carena ottusa, reflessa. Stilo avvolto a spirale su se stesso, lunghissimo. Stami saldati alla base. Frutto (legume) lineare bislungo o oblungo, compresso, bivalve, nero alla maturità, brevemente acuminato. Semi lisci, lucenti, bruno-nerastri da 8 a 12.


Dove si trova. Sui monti e brughiere silicee mediterranee, cespugli, macchie, lande, pendii, scarpate ferroviarie, terreni incolti su terreno argilloso e come detto, siliceo, radure dei boschi cedui, dalle zone montane inferiori a quelle montane dell’Europa e della Siberia. Questa specie non dev’essere confusa con lo Spartiu junceum L. o Ginestra di Spagna oppure col Cytisus Laburnum L. o Avorniello o Maggiociondolo, i cui fiori arrivano all’erborista come “fiori di Ginestra”.
Parti usate. I fiori, la pianta.
Fioritura. Maggio-luglio.
Tempo balsamico. All’inizio della fioritura.
Corrispondenza astrologica. Leone, Bilancia, Sole.

Composizione chimica. Sparteina, citisina, genistenina, sarotamnina (alcaloidi) scoparina (un derivato flavonico non glucosidico), scoparolo, quercetina, luteolina, acido caffeico e tannico, gomma, cera, zucchero, tracce di sali, olio etereo composto di acido palmitico, furfurolo e paraffina, colorante giallo, sostanza amara. La scoparina esercita un’azione prettamente diuretica. Nella pianta fresca la scoparina risulta sempre combinata sotto forma di sale con la sparteina.
Azione farmacodinamica. Agisce come cardiocinetica, cardiotonica, vasocostrittiva periferica, ipertensiva, diuretica declorurante, ipocolesterolemizzante. Non esercita azione sulle mucose del tubo gastro-enterico, ma innalza la frequenza del polso e della respirazione, agisce sul cuore e ne accelera i battiti. La presenza della scoparina provoca abbondante diuresi. La sparteina aumenta la frequenza ed anche l’ampiezza dei movimenti respiratori anche se paralizzati dal cloralosio (esperienze di laboratorio). Ha potere vaso-costrittore e, all’inizio determina un’azione ipertensiva, una brachicardia importante che si può annullare con l’atropina.
Sinergici. Digitale, jaborandi, adonide, asparago, ginepro, scilla, strofanto.
Applicazioni terapeutiche. La Ginestra è diuretica e purgativa. Si usa nell’albuminuria, anasarca, ascite, broncopolmonite acuta, edema cardiorenale, febbri eruttive con oliguria, idropericardio, idropisia epatica, ipotonia cardiovascolare, nefriti, pleuriti, renella, splenomegalia, tachicardie, stati eretistici del miocardio, appunto perché è un potente diuretico, poco irritante e non produce ematuria. Giova nella gotta e nelle diverse malattie del fegato. E’ indicatissima nelle brachicardie per atonia muscolare, nel corso delle convalescenze, specialmente nelle cardiosclerosi, nelle cardioepatiti arteriose e nella nefrosclerosi. Ha tendenza ad abbassare la pressione arteriosa, ma si differenzia così dai rimedi cardiaci e dalla digitale. I fiori della Ginestra devono essere raccolti prima che siano maturi, perché possono produrre disturbi gastrici.

Preparazioni e dosi. Riassunto.

Infuso di fiori raccolti prima che siano maturi: gr. 25, acqua un litro. Infusione 20-30 minuti. Colare e bere a piccole dosi per volta da 2 a 4 bicchieri al giorno.
Vino: 30-40 grammi delle ceneri di ginestra messe in un sacchettino di tela, sospeso in un litro di vino bianco per 2-3 giorni. Dosi: 20-60 grammi prima dei tre pasti ordinari (3-5 cucchiai da minestra).
Estratto fluido: liquido rosso-bruno di sapore amarognolo, solubile in acqua e sciroppo, di odore che ricorda lo sciroppo di papavero. 1 grammo = 33 gocce. Dose: grammi 1-2 pro dose.
Tintura: estratto fluido ginestra gr. 20, alcool di 20°, grammi 80. A cucchiaini.
Estratto secco: 0,3-1 gr.
Sciroppo: estratto fluido ginestra gr. 5, sciroppo semplice gr. 95. Dosi: a cucchiai.
Decotto di radice: il medico Gerolamo Cardano usava il decotto della radice nelle idropisie e malattie delle vie urinarie, per la sicurezza dell’azione diuretica. Plinio la definiva utile contro la sciatica e come diuretica. Il fatto è stato confermato dal Mattioli e dal dott. Chomel (1700). Ai suoi tempi si usavano le sommità dei rami, i fiori e i semi; con il sugo estratto dai rami teneri, alla dose di 30 grammi, si ottiene un vomitivo e un purgante insieme. Il dott. H. Leclerc racconta di aver conosciuto un vecchio, nei dintorni di Chamon-en-Vexin, che guariva molti malati con un suo vino, diuretico che, lo stesso dott. Leclerc usò per curare molti malati di cirrosi, cardio-renali, brightici. La formula è quella indicata dalla Signora Fouquet nel volume: Raccolta di rimedi facili e domestici, Venezia 1750. Se ne fecero varie edizioni, tradotta anche in italiano. La ricetta sull’idropisia a pag. 147, è questa: “Prendete un fascio di legno di ginestra verde, fatelo abbruciare in un luogo proprio ove non ci sia altra cenere, poi prendete questa cenere, setacciatela bene, ponendola in una pezza; legatela bene e infondetela in due boccali di vino bianco per lo spazio di ventiquattro ore. Date questo vino all’infermo quanto ne potrà bere, poi se ne vada a letto, e si copra bene, acciò possa sudare. Non ne avrà bevuto tre volte che sarà guarito. “Il dott. Itard ha scritto che il governo francese, prescrisse come specifico dell’idropisia, polvere di semi di ginestra nella dose di uno scrupolo (gr. 120) in 6 once (gr. 189) di vino bianco, mitigando l’effetto irritante, con un poco di olio di oliva. Gli edemi particolari e generali scomparivano sempre. Quindi, si usi la ginestra anche negli stati febbrili con complicate istruzioni o insufficienze del filtro renale.

Attenzione! La Ginestra è più potente della digitale e del mughetto, bisogna prenderla nelle sue dosi giuste, perché a dosi elevate provoca intossicazioni e sintomi di avvelenamento. Massimamente si stia vigili nella scelta di altri medicamenti che se non associabili, formerebbero nell’organismo sconcertanti reazioni.

Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
< Prec.   Pros. >