| GLI SCOPI DELLA MEDICINA ERMETICA |
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di Tommaso Palamidessi
L’uomo fisicamente sano, con gli organi armonizzati fra di loro, ben nutrito ha in sé le doti materiali, morali e intellettuali per essere felice ed esercitare le virtù. Egli è calmo, coraggioso, attivo, di buon umore, padrone dei propri nervi e carico di forza vitale che gli consente spontaneamente di trasmettere e ricevere il pensiero. Viceversa l’individuo anemico, malato di fegato o di reni, è sempre irascibile, di pessimo umore, inquieto e incapace di esercitare una qualsiasi attività, senza affaticarsi e offrire sterili risultati. Perciò fin da quando gli uomini hanno cominciato a riflettere, il corpo sano si è ritenuto come la condizione fondamentale del successo materiale e spirituale. Irremovibili in questa convinzione, assillati da questa constatazione, per innumeri età, filosofi e scienziati hanno lottato contro le forze distruttive e trasformatrici della Natura, con la speranza di trovare un metodo infallibile per giungere al benessere fisico, al dominio dell’organismo fisico-anatomico, delle sue correnti vitali e nella speranza di scoprire il segreto atto ad eliminare la sofferenza, la malattia e la morte. Dunque: non morire mai, resistere alla disgregazione operata dal tempo, continuare lo svolgimento felice e sereno della propria vita organica, morale e intellettuale, è stato sempre il sogno dei grandi uomini. Furono allo scopo organizzate da coloro che più di tutti sentivano l’importanza del problema ed il dovere di trovare la vera “chiave della salute”, delle scuole di medicina. Costoro cercarono con ogni mezzo di capire la Natura e con quella chiara intelligenza scientifica e mistica ad un tempo vennero a sollevare le sorti dell’umanità, gettando le basi di una sicura restaurazione del “Tempio organico”. Sacerdoti della Natura insegnarono ai loro discepoli la necessità immediata di conoscere se stessi come materia che pensa, prima ancora di conoscersi “come spirito”. La terapia integrale fu considerata la base, lo zoccolo, la pedana di salto nel mondo del puro spirito, perché se non si domina prima il corpo nelle sue irregolarità e nei suoi eccessi, nessun progresso può essere conseguito nei piani superiori alla materia fisica. La più famosa di queste scuole terapeutiche fu istituita in Egitto da Ermete Trismegisto, il Gran Sacerdote di Osiride, il Dio della medicina; Esculapio giunse dopo. Contemporaneamente in India serpeggiava il Tantrismo, affermandosi definitivamente nello Yoga del Tibet. Ermetismo e Yoga Tantrico sono le due scuole affini che rifulsero e continuano tuttora a rifulgere in Oriente e Occidente. L’epoca è sempre anteriore al cristianesimo, di parecchi secoli. Da Ermete Trismegisto la terapia occulta e la Filosofia della Natura, si irradiarono a tutte le Nazioni, attraverso la solida catena degli Adepti, ma velate dal linguaggio esoterico dei simboli, perché la chiave nascosta del sapere non fosse perduta dall’umana incomprensione. Il medico ermetico subiva, prima di diventare tale, una lunga preparazione teorica e pratica. Era istruito di astrologia, botanica, chimica, musica, matematica, geometria e possedeva la completa conoscenza dei segreti della Natura. Gli esercizi che eseguiva consistevano in opportuni modi di respirare, in una ritmica del respiro e in positure che messe in pratica contemporaneamente alla concentrazione, visualizzazione e meditazione, consentivano il dominio di tutti i muscoli, dei centri nervosi, delle ghiandole a secrezione interna (pineale, tiroide, surrenali, etc.) e di ogni cellula del corpo, il cui fine era l’ottenimento del risveglio psichico. Il medico-sacerdote della Natura dei Collegi Sacerdotali egiziani conosceva un tipo di ginnastica fisiologica e mentale rigeneratrice e sviluppatrice dei poteri psichici latenti. Poteri che si trovano nei diversi individui e che nella realizzazioni ermetico-alchimistica si traducono in: poteri intensi nel senso psichico o sopranormale quali la telepatia volontaria, la levitazione, il ricordo di vite passate, profezia, taumaturgia, materializzazione, smaterializzazione degli oggetti, sdoppiamento psichico e bilocazione, temporanea resurrezione dei morti. La tradizione Ermetica che fiorì con l’antica italica sapienza da Pitagora a Giuliano Kremmerz (Ciro Formisano) mirava alla conquista della Conoscenza divina, la Reintegrazione dell’Individuo nell’Assoluto, il principio di Tutto, mirava alla cura di tutte le malattie; al prolungamento della propria e altrui esistenza con la rigenerazione di tutte le forze sessuali, morali e intellettuali. Oggi, che la decadenza culturale e spirituale dei così detti occultisti è in atto, quei principii sono dimenticati, e naturalmente i medici non li seguono perché li ignorano. Da ciò si giustifica la crisi della medicina che lo scomparso Evelino Leonardi aveva tratteggiato in diversi suoi scritti. Ora bisogna che i pochi ermetisti sopravissuti si riuniscano con l’autore di questo trattato per condurre i medici sulla strada della vera terapia la quale non può essere che l’Ermetica perché ci ricorda la onnipotente reazione dell’anima sul corpo, lo spirito sulla materia e della necessità che “la medicina occulta, come ben diceva Eliphas Levi, non è che l’esercizio della volontà applicata alla sorgente stessa della vita; a questa luce astrale di cui l’esistenza è un fatto e di cui il movimento è conforme ai calcoli di cui la scala ascendente e discendente è il grande arcano magico”. La lotta contro le malattie che i medici ermetisti conducevano a buon fine, non si svolgeva soltanto isolatamente con l’intervento del singolo terapeuta al singolo malato. Tale battaglia contro la malattia, il dolore e la morte, veniva condotta collettivamente con la formazione di una catena vibrante di anime oranti, le quali in ore fisse della giornata, si mettevano, con la recitazione di opportune formule rituali, la concentrazione della volontà, in condizioni di assorbire dal magnetismo tellurico (sempre disponibile a chi lo vuole assorbire) dell’energia vitale, che elaborata nel proprio organismo, onde poi incanalarla nella corrente energetica che i depressi ammalati attiravano nell’atto stesso in cui chiedevano aiuto a quella generosa catene di anime, sì che la trasfusione nell’ammalato di questa energia collettiva diventasse un fatto concreto, reale e capace di determinare il recupero dell’equilibrio, ovvero la salute. Ma i medici di allora non erano vili medicastri egoisti e ciurmatori che si precipitano come avvoltoi sul paziente per strappargli il più o meno lauto onorario: i medici seguaci della tradizione Ermetico-Alchimistica erano prima di tutto dei Sacerdoti. Tuttavia, ritengo non difficile tornare alla medicina occulta di Ermete, Pitagora, Cardano, Agrippa, Arnaldo da Villanova, Raimondo Lullo, Teofrasto Paracelso, Papus o Giuliano Kremmerz. I risultati dovrebbero essere più lusinghieri se pensiamo ai progressi della biochimica, della fisiologia e della batteriologia conseguiti sino ad oggi e per di più con le conoscenze dell’energia atomica. Auguriamoci dunque che questo libro possa aprire un sentiero nuovo, sebbene calcato sull’antico, dentro il quale ad uno ad uno passino i medici di oggi, con il desiderio, la volontà e la certezza di diventare i Sacerdoti dell’umanità, di quell’umanità che non crede più ai dogmi delle religioni, come non crede alle favole della nutrice il bimbo fatto uomo e perciò si trova solo con se stesso e con la morte da cui deve difendersi. Con una mentalità progredita nella ricerca scientifica i medici devono tornare alla Filosofia della Natura, all’Ermetismo, all’Alchimia, all’Astrologia per affermarsi coi loro malati, affermarsi nel mondo della materia, affermarsi nel mondo dei fantasmi; affermarsi nel mondo dello spirito. Chi non pensa e non lotta per affermarsi e dominare sui tre mondi, è sconfitto, è perduto in partenza, la sua evoluzione paralizzata nel suo slancio iniziale. Il mondo fisico e metafisico è dei forti, di chi osa con coraggio ed assoluta fermezza di volontà. L’immortalità non è un dono della Natura, ma è una tenace e una non facile conquista. Voi dovete conquistare quella forza che aiuta ad essere dominatori dello spirito e della materia e perciò guaritori infallibili di voi stessi e degli altri. Questa forza è la “Quintessenza” dell’Arte Spagirica, è il principio vita che tutti hanno, ma non potenziato. Quintessenza che il Della Riviera esprime cabalisticamente con: QUINtum TAle Est SEcretum Naturae Terra IAcens ed il Kremmerz fa rientrare nei processi di “trasfusione di vita a vita”. Esercitate questo potere se non volete essere travolti o che lo esercitino su di voi in tutte le circostanze della vostra vita. I vinti di oggi saranno i vittoriosi di domani, se lo vorranno. Non adattatevi ad essere dei mediocri, dei servi, delle vittime di queste forze disgregatrici, quando da oppressi potete diventare signori, da ammalati ad apportatori di salute. Risvegliare il vostro fascino, la vostra volontà, il vostro potere ipnotico e taumaturgico latente ed esercitarlo. Voi che avete tutti i numeri per essere Iniziati, maestri di Sapienza e Potenza, non siate dei bocciati nella scuola, nella vita e nel regno dei Santi. Per giungere a tanto occorre, ho detto, come forza propulsiva, la vostra volontà. Questa però è in funzione del rendimento fisiologico del corpo. Chi non è sano, chi è malato, non possiede volontà, è un debole, un abulico, un miserabile e disperato. Solo nell’organismo sano, ben dosato nel giuoco delle sue correnti fluidiche, è possibile attuare una volontà di corindone e la gioia di vivere. Nessuno può diventare uomo o donna superiori se la macchina di carne è disorganizzata e squilibrata e le ghiandole a secrezione interna risultano recettive alle cataboliche influenze dei pianeti. Vogliate dunque, fratelli miei, che nel mio slancio d’amore per voi tutti, vi inciti a realizzare alla formazione di un organismo appropriato allo sviluppo di poteri occulti che vi faranno superiori a tutto e degni templi del vostro spirito. Perciò, se siete ammalati, dovete guarire, se non possedete una costituzione felice, dovete temprarvi. Come? Appunto, è in questo libro che vi dirò come dovrete fare. Seguitemi, non stancatevi, rileggete da cima a fondo almeno tre volte quanto ho scritto e mettete in pratica gli insegnamenti. Essi sono il patrimonio ereditario di Ermete Trismegisto e degli Adepti venuti nel mondo dopo di Lui, per illuminarci. Questi insegnamenti non sono soltanto il frutto delle mie ricerche ed esperienze, ma la risultante delle ricerche di milioni di filosofi, scienziati e biologi che nel susseguirsi dei secoli, mi hanno spianato il cammino per una nuova concezione della terapia. Sappiate, amici e fratelli, che da oggi non siete più soli, ma uniti a me da una magica catena per camminare con più coraggio e sicurezza verso la conquista del benessere fisico, onde poterlo trasmettere agli altri.
Tratto dalla Prefazione del
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