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IPPOCASTANO

Nome botanico latino. Aesculus hippocastanum L.
Famiglia botanica. Ippocastanee.
Significato del nome. Dal greco ippos = cavallo, Kàstanon = castagna. Quindi, castagna dei cavalli, perché si credeva che guarisse la tosse dei cavalli.
Nomi internazionali. It.: Ippocastano. Fr.: Marronnier de Inde. Ingl.: Horse-Chestnut. Ted.: Echte Rosskastaine. Sp.: Castano de Indias.
Nomi dialettali. Castagno d’India, Castagna amara, Castagna cavallina. Fra.: Marronier commun. Ingl.: Horschestnuts, Conqueror-tree. Ted.: Sperwe, Pferdekastaine. Sp.: Castana caballuna.

Descrizione botanica. Bell’albero dalla folta chioma, alto da 20 a 25 m. Fusto dalla scorza bruna. Rami rugosi, grigio brunastri. Foglie opposte lungamente picciuolate, digitate, costituite di 5-9 foglioline acute, obovato-lanceolate, lungamente cuneate alla base, crenate e seghettate. Fiori bianchi, macchiati di porporino o di rosa e giallo, in pannocchia terminale eretta. Calice campanulato con 5 denti. Corolla fatta di 4-5 petali. Stami nel numero di 7. Carpelli 3, ovuli 2. Capsula coriacea a 3 logge, aculeata. Grossi semi lucenti.


Dove si trova. Originario dell’Asia minore si trova coltivato sin dal XVI° secolo nei nostri boschi, viali, ville e parchi. Lo si trova per ornamento fino nelle zone montane dell’Europa.
Parti usate. I frutti dai quali si ricava l’estratto fluido e la corteccia dei rami giovani di tre anni.
Fioritura. Maggio-giugno.
Tempo balsamico. Settembre-ottobre.

Composizione chimica.

Corteccia: i glucosidi esculina che si scinde in esculitina e glucosio, la frassina che si scinde in frassitina e glucosio; un tannoide, acido esclulotannico.
Il frutto, cioè il pericarpo della castagna: saponina, olio etereo, pectina, esculetolo, sali organici, tannino. Tegumento seminale: calcio, Fosforo, Potassio, magnesio, acido gallico, cellulosa, esculina, acido esculotannico, frassina.
Cotiledoni: proteine, fitosterolo, saponine, amido, zucchero, quercitroside, olio etereo, acidi palmitico, stearico, linoleico, oleico.

Azione farmacodinamica. Corteccia: amara, antiemorragica, antitermica, astringente, tonica, vasocostrittiva, vulneraria.
Pericarpo: analgesica sopra le emorroidi, vasocostrittiva periferica.
Applicazioni terapeutiche. Corteccia: Atonia digestiva, colite mucomembranosa, colosuccorrea, diarrea con febbre, diatesi emorragica, enterite, febbri intermittenti, nevrosi gastrica, proctite, ragadi, scorbuto, scrofola, ulcere, varici, vomito spasmodico. Pericarpo: angina, ulcero-membranosa, anite, emorroidi, fistola anale, flebite, gengivorragia; ipertrofia prostatica, proctorrea, ragadi anali, tiflite, ulcera varicosa.
Le foglie si usano come impacchi tiepidi contro le piaghe, i geloni, i dolori reumatici e artritici.

Preparazioni e dosi.

Corteccia in decotto grammi 30 per litro d’acqua. Bollire 8 minuti. 2-3 bicchieri al giorno. Per uso esterno 60-80 grammi di corteccia, bollire 8 minuti.
Polvere 1-4 grammi come tonico; 15-20 gr. come febbrifugo.
Tintura 30-120 gocce.
Pericarpo: estratto fluido 10-50 gocce. Decotto al 5%, bollire 8 minuti. Bere 2-3 tazzine.
Pomata lessando alcune castagne d’India, sbucciate e impastandole con olio di olivo per ottenere una pomata da applicare la sera sulle emorroidi.
Polvere di castagna come sternutatorio per fiutare contro la corizza (raffreddore di testa).

Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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