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LAVANDA

Nome botanico latino. Lavandula officinalis
Famiglia botanica. Labiate.
Significato del nome. Dal latino lavare; forse come allusione al suo uso per profumare i bagni.
Nomi internazionali. It.: Lavanda. Fr.: Lavande. Ingl.: Common Lavender. Ted.: Lavendel. Sp.: Lavandula.
Nomi dialettali. Lavandula, spigo, nardo, vanda, erba lavandaja, leanda, erba de San Z’van, Spighetta, spigoncia, spicadossa, spicula, guzèma.

Descrizione botanica. E’ una pianta cespugliosa, assai ramificata. I suoi steli legnosi, drittissimi, arrivano a cm. 50 ed anche 100, ornati di piccole foglie opposte, lanceolate, alquanto avvolte e cotonose, grigie allorché sono giovani. I fiori si aprono in verticilli con due brattee. Esse formano spighe discontinue lungo gli steli: il colore è di un azzurrino delicato, con corolle monopetale e minute. La fioritura avviene da maggio a settembre con intensità da giugno ad agosto. Hanno profumo caratteristico, delicato, e sapore amarognolo aromatico. Questo aroma e sapore provengono da goccioline di essenza che esce dalle piccole cellule disseminate negli steli, nelle foglie e in particolare nei fiori. E’ pianta coltivatissima, di profumeria oltre che per farmacia.


Dove si trova. Luoghi sassosi e aridi, terreni calcarei, assolati, zone submontane e montane, specialmente in Piemonte, Liguria occidentale, Salernitano, zone montane dell’Europa, Africa settentrionale, regioni del Mediterraneo.
Parti usate. I fiori e le sommità fiorite.
Fioritura. Giugno-luglio-agosto.
Tempo balsamico. All’inizio della fioritura fra metà luglio e agosto.
Corrispondenza astrologica. Bilancia, Leone, Mercurio. Sole, Giove, Venere.

Composizione chimica. Essenza: eteri di linalile e di geranile (35 a 55% d’acetato di linalile), geraniolo, linalon, cineol, d-borneol. Limonene, l-pinene, cariofillene, eteri butirrico, valerianico. Cumarina. L’essenza è ottenuta dalle sommità fiorite con la distillazione al vapore secco. Per ottenere 1Kg. D’essenza, si trattano da 150 a 200 Kg. Di piante. Altri componenti sono il tannino, resina, un principio amaro.
Azione farmacodinamica. Antisterica, antispasmodica, carminativa, diuretica, stimolante tonica, vulneraria. Analgesica, calmante dell’eccitabilità cerebro-spinale (per via cutanea e digestiva). Antisettica, bactericida, internamente ed esternamente. Antisettica polmonare e modificatrice delle secrezioni dei bronchi (bechico). Sudorifica. Tonica, tonicardiaca e calmante dei nervi del cuore. Aumenta la motricità intestinale e delle secrezioni gastriche. Antiemicranica. Vermifuga. Emmenagoga. Antireumatica. Ipotensiva. Per uso esterno: cicatrizzante, insetticida.
Applicazioni terapeutiche. Via interna: gas intestinali, laringite, capogiri, nevrosi, asma, acne, digestioni difficili, cefalgia, cerebrastenia, frenonevrosi, idronefrosi, inerzia vescicale, ipocondria, isterismo, nausea, prosopalgia, singhiozzo, tosse convulsa, vomito, tubercolosi, febbri eruttive, grippe, oligurie, paralisi, cistiti, blenorragia, scrofola, clorosi, regole insufficienti, perdite bianche, parassiti intestinali. Enteriti (diarree), indigestioni e digestioni lente, flatulenze.
Via esterna: piaghe di qualunque natura: atone (ulcere delle gambe), semplici, infezioni, ulcera gangrenose, cancerose, sifilitiche, fistole anali. Eczema cronico, abrasioni, angioneurosi cutanea, contusioni, ferite, nevralgie, onichia. Leucorree, punture d’insetti, eczema perineale e peri-anale. Affezioni polmonari. Acne, galle.

Preparazioni e dosi.

Controindicazioni: nelle infiammazioni interne.
Infuso di fiori gr. 5-8 per 100 gr. d’acqua bollente, infusione 20 minuti. Colare e bere 2-3  tazze al giorno.
Estratto fluido: 30-50 gocce (48 gocce = 1 gr.).
Tintura 20 gr. d’estratto in 80 gr. d’alcool a 70°, oppure gr. 20 di fiori in 100 gr. d’alcool a 70°: dose, fino a 5 gr. al giorno.
Essenza: per frizioni contro i dolori reumatici, lombaggine, mialgia (dolore dei muscoli), spossatezza.
Alcolaturo: 200 gr. di fiori a macero per 20 giorni in 1 litro di grappa o acquavite: dose, da mezzo a un cucchiaino al giorno, mescolato all’infuso di tiglio o camomilla.

Cura delle malattie.

Per liberare l’intestino dai gas – per svuotare la vescica pigra.
Decotto di vino con una buana quantità di fiori di lavanda. Applicarli avvolti in un pezzuola, ancora caldi, sul ventre: serve per svuotare la vescica restìa o liberare l’intestino dai gas.

Accessi d’asma – pertosse – laringite – nevrosi – vertigine di origine gastrica e per digestioni laboriose e lunghe.
Infuso: gr. 50 di fiori di lavanda, 1 litro d’acqua bollente. Infusione in recipiente coperto, per 20 minuti, Quindi filtrare. Dose: 4 tazze al giorno di questa bevanda ben calda e zuccherata dotata di virtù sedative, mitiganti.

Acne – parassiti (pidocchi, piattole).
Acqua di toeletta: fiori freschi di lavanda gr. 100, alcool gr. 500 a 80°. Lasciare a macero per 15 giorni. Serve per frizioni antisettiche della pelle.

Infiammazioni della trachea e della gola.
Sciroppo da bere o gargarizzarsi, a piacere. Fiori di lavanda gr. 80, 2 litri d’acqua bollente. Tenere a macero per 10 minuti, colare e aggiungere gr.100 di buon miele. Dose: fino a 5 tazzine al giorno.

Stanchezza – astenia generale.
Bagno: un abbondante decotto con fiori di lavanda da unire all’acqua del bagno, garantisce tono e ristoro ai bimbi deboli e gracili, ma anche agli adulti astenici e neurastenici.

Oppure: gr. 30 foglie di lavanda, gr. 40 di foglie di menta, gr. 50 di foglie di salvia, gr. 50 di foglie di rosmarino. Si mettono tutte queste erbe nell’acqua bollente della vasca, e si lascia scendere la temperatura al grado desiderato per la immersione. Non usare sapone.

Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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