| LIQUIRIZIA |
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Nome botanico latino. Glycyrrhiza glabra. Descrizione botanica. Pianta alta 1-2 m., perenne. Radice cilindrica, grossa, strisciante, con lunghi getti sotterranei che a loro volta si dividono in radici secondarie. Fusto eretto, alquanto lignificato, glabro, striato. Foglie picciuolate, alterne, imparipennate, costituite di 13-19 foglioline ovali, ottuse all’apice, vischiose inferiormente, glabre e senza stipole. Fiori lilla o violacei, raccolti in grappoli ascellari, brevemente pedicellati, eretti, bassi. Calice gibboso alla base, tuboloso, bilobato, il superiore bifido. Ali lungamente unguicolate e quasi eguali. Stendardo più largo delle ali, ovale lanceolato. Carena acuta. Stami nel numero di 10, saldati in due gruppi; uno superiore con 9 divisioni e 9 antere, l’altro inferiore munito di un solo filamento e un’antera. Ovario sessile, monoloculare 2-4 ovulato. Stilo più lungo degli stami, e filiforme. Legume glabro, oblungo, ovale e compresso. Semi 3-4, compressi e reniformi.
Composizione chimica. Glicirrizina o acido glicirrizico (glucoside) il quale per disidrogenazione libera sapotalene e dimetilnaftalene; asparagina, amido, saccarosio, glucosio, olio resinoso, albumina, resina, idrato di carbonio, acido malico, tannino, mannite, cellulosa, proteine, sostanze minerali, materia colorante e un eteroside flavonico, chiamato la liquiritina, che attraverso il processo dell’elettrolisi si scinde in glucosio e liquiririgenina. Preparazioni e dosi.Riassunto.
Decotto: gr. 8 di radici di liquirizia, acqua gr. 300. Bollire per 20 minuti. Colare e bere caldo nella giornata. Cura delle malattie.
Foruncoletti e rossori della pelle, sintomo di imperfetta e lenta funzione del fegato.
Bollire per un’ora e colare. Questo decotto si deve bere alla dose di 2-3 tazzine al giorno.
Stitichezza
Catarro bronchiale, per espettorare.
Tosse ostinata e ribelle
Frantumato il tutto, si conserva in un barattolo di vetro ben chiuso. Per l’uso, se ne prenderà un pizzico per una tazza di acqua bollente, lasciando in infusione per 10 minuti. Si può addolcire con miele. E’ un ottimo calmante delle tossi ribelli e ostinate.
Alito cattivo – vomito – gastrite – gas intestinali – singhiozzo.
Si mettono a macero le erbe tritate per essere meglio penetrate dal solvente (il vino) per nove giorni, quindi, filtrare con cura. Se ne prende un cucchiaio prima e due dopo ogni pasto principale. Rimedio contro l’alito cattivo, il vomito, gastrite, gas intestinali e perfino nel singhiozzo.
Ulcera gastro-duodenale, secchezza della bocca, angina, tosse.
Diuretico – infiammazioni delle vie urinarie, decongestionante del fegato – stati febbrili – disintossicazione organica.
Triturare il tutto e cuocere in 1 litro d’acqua per 20 minuti. Colare. Bere, sorseggiando durante la giornata questo decotto, ma caldo. Tratto Grande Erbario Medicinaledi Tommaso Palamidessi
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