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LIQUIRIZIA

Nome botanico latino. Glycyrrhiza glabra.
Famiglia botanica. Leguminose.
Significato del nome. Dal greco glykys: dolce e rhiza: radice; per il dolciastro sapore di questa radice.
Nomi internazionali. It.: Liquirizia. Fr.: Réglisse glabre. Ingl.: Liquorice. Ted.: Sussholz. Sp.: Regalizia.
Nomi dialettali. Liquerizia, Regolizia, Glicirriza, Legno dolce, Sgolisia, Regolissia, Migulezzia, Maurizia, Regolizia, Dionizio, Niculizia, Regalizzia, Gurigulizia, Liccarissu.

Descrizione botanica. Pianta alta 1-2 m., perenne. Radice cilindrica, grossa, strisciante, con lunghi getti sotterranei che a loro volta si dividono in radici secondarie. Fusto eretto, alquanto lignificato, glabro, striato. Foglie picciuolate, alterne, imparipennate, costituite di 13-19 foglioline ovali, ottuse all’apice, vischiose inferiormente, glabre e senza stipole. Fiori lilla o violacei, raccolti in grappoli ascellari, brevemente pedicellati, eretti, bassi. Calice gibboso alla base, tuboloso, bilobato, il superiore bifido. Ali lungamente unguicolate e quasi eguali. Stendardo più largo delle ali, ovale lanceolato. Carena acuta. Stami nel numero di 10, saldati in due gruppi; uno superiore con 9 divisioni e 9 antere, l’altro inferiore munito di un solo filamento e un’antera. Ovario sessile, monoloculare 2-4 ovulato. Stilo più lungo degli stami, e filiforme. Legume glabro, oblungo, ovale e compresso. Semi 3-4, compressi e reniformi.


Dove si trova. Nasce nei boschi aridi o freschi, nei prati, siepi, margini dei fossi, in terreno argilloso e si estende alle zone montane inferiori dell’Europa meridionale, Asia Minore, Asia, America.
Parti usate. La radice al 3° anno di età che viene essicata al sole, e tagliata a fascetti. Si masticano volentieri.
Fioritura. Giugno-luglio.
Tempo balsamico. Settembre-ottobre.
Corrispondenza astrologica. Venere, Giove, Toro, Gemelli.

Composizione chimica. Glicirrizina o acido glicirrizico (glucoside) il quale per disidrogenazione libera sapotalene e dimetilnaftalene; asparagina, amido, saccarosio, glucosio, olio resinoso, albumina, resina, idrato di carbonio, acido malico, tannino, mannite, cellulosa, proteine, sostanze minerali, materia colorante e un eteroside flavonico, chiamato la liquiritina, che attraverso il processo dell’elettrolisi si scinde in glucosio e liquiririgenina.
Azione farmacodinamica. Antiacetilcolinica, antispasmodica, antistaminica, bechica, cicatrizzante, correttiva, diuretica, fluidificante, broncopolmonare, ipotensiva, spasmolitica gastroenterica.
Applicazioni terapeutiche. Bronchite catarrale, broncospasmo, colite spastica, enterite, gastrite, ipertensione arteriosa, certe epatiti, stati febbrili, foruncoli, alito cattivo, Morbo di Addison, pirosi, spasmi gastrointestinali, stipsi cronica, tosse nervosa, tracheite, singhiozzo, ulcera gastroduodenale, urodinia, gas intestinali, infiammazioni delle vie urinarie.

Preparazioni e dosi.Riassunto.

Decotto: gr. 8 di radici di liquirizia, acqua gr. 300. Bollire per 20 minuti. Colare e bere caldo nella giornata.
Infuso: radice 50-70 gr. acqua fredda 1 litro. Si lascerà la radice a bagno per almeno 6 ore, o meglio ancora preparandolo la sera per la mattina.
Estratto fluido: 3-5 grammi, a cucchiaini.
Estratto molle: 2-4 gr.
Tintura: 2-5 gr.
Sciroppo: 10 gr. d’estratto in 90 gr. di sciroppo di zucchero: a cucchiai.
Polvere: in ostia o in acqua zuccherata, gr. 10-20.

Cura delle malattie.

Foruncoletti e rossori della pelle, sintomo di imperfetta e lenta funzione del fegato.
Depurativo: gr. 10 di radici di liquirizia

  • gr. 15 di radice di genziana
  • gr. 30 di radice di bardana
  • gr. 30 di radici di gramigna
  • gr. 80 di radici di tarassaco
  • 2 litri d’acqua

Bollire per un’ora e colare. Questo decotto si deve bere alla dose di 2-3 tazzine al giorno.

Stitichezza
Polvere
: frantumando la radice di liquirizia seccata, si ottiene una polverina dolciastra gialla, usata dai farmacisti per avvolgere le pilloline, perché non si appiccichino fra loro. Ebbene, questa polvere è lassativa. Ma bisognerebbe prenderne da 10 a 20 grammi al giorno.

Catarro bronchiale, per espettorare.
Infuso: gr. 20 di radice di liquirizia, 1 litro d’acqua fredda. Lasciare a macero per 6-12 ore, quindi filtrare. Se ne bevono 3 tazzine al giorno come espettorante e i catarri bronchiali.

Tosse ostinata e ribelle
Tè pettorale:

  • gr. 2 di liquirizia
  • gr 2 di radice di altea
  • gr. 2 di ireos
  • gr. 2 di semi d’anice.

Frantumato il tutto, si conserva in un barattolo di vetro ben chiuso. Per l’uso, se ne prenderà un pizzico per una tazza di acqua bollente, lasciando in infusione per 10 minuti. Si può addolcire con miele. E’ un ottimo calmante delle tossi ribelli e ostinate.

Alito cattivo – vomito – gastrite – gas intestinali – singhiozzo.
Vino:

  • gr. 240 di radice di liquirizia
  • gr. 120 di semi di anice
  • gr. 120 di semi di finocchio
  • 1 litro di vino bianco.

Si mettono a macero le erbe tritate per essere meglio penetrate dal solvente (il vino) per nove giorni, quindi, filtrare con cura. Se ne prende un cucchiaio prima e due dopo ogni pasto principale. Rimedio contro l’alito cattivo, il vomito, gastrite, gas intestinali e perfino nel singhiozzo.

Ulcera gastro-duodenale, secchezza della bocca, angina, tosse.
Succo di liquirizia: si trova in vendita a forma di bastoncini duri, lucidi, neri, lunghi cm. 10 circa. Succhiando questi gustosi bastoncini, si curano i sintomi di cui sopra.

Diuretico – infiammazioni delle vie urinarie, decongestionante del fegato – stati febbrili – disintossicazione organica.
Decotto:

  • gr. 8 di radici di liquirizia
  • Gr. 8 d’orzo
  • Gr. 30 di rizoma di gramigna.

Triturare il tutto e cuocere in 1 litro d’acqua per 20 minuti. Colare. Bere, sorseggiando durante la giornata questo decotto, ma caldo.

Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi 

 


 
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