| LUPINO |
|
Nome botanico latino: Lupinus albus et luteus Famiglia botanica: Leguminose, Papilionacee Significato del nome: dal greco lype, cioè, tristezza, modestia, perché ha sapore amaro. Nomi internazionali: Fr.: Lupin; Ingl.: Lupine; Ted.: Wolfbhone, Lupine; Sp.: Altramuce, Lobero. Nomi dialettali italici: Luèn, Lopini, Fusaje (Castelnuovo di Porto, Roma), Luvin, Luìn, Luì, Fava luina, Fave mate, Lovèin, Alven, Fusaglia, Lupine, Napine, Dupino, Lupinati, Luppinu, Lupinasci.
Dove si trova: Europa meridionale, e nel nostro paese nelle isole e nel meridione, ove viene mangiato, dopo averlo lavato a lungo in acqua fredda per liberarlo dall’amaro sapore. Altri lo bollono per rammollirlo e togliere l’amaro. Africa del nord. Cresce inselvatichito o coltivato, coi congeneri Lupinus angustifolius L., Lupinus hirsutus L., Lupinus luteus L.
Composizione chimica: nel lupino giallo: lupinina e lupinidina; nel lupino bianco, la lupanina e oscilupanina. Nei semi freschi si trovano: lupanina 1% (alcaloide), acido citrico e alcuni acidi organici, resine, olio grasso, fitina, lecitina, lupeolo, albumina, galattosio, arginina, vanillina e piccole quantità di principi di natura chimica non definita dotati di proprietà ipoglicemizzanti. Il lupino contiene degli alcaloidi affini al gruppo della sparteina.
Cura delle malattie:
Diabete: si prendono i semi tostati 2-3 lupini (quantità massima 5) si masticano. Si prendono a giorni alterni. Si possono prendere pure due bicchieri al giorno di semi tostati e macinati a guisa di caffè, dolcificando se lo si desidera con una pasticca di saccarina (1 o 2 cucchiaini di semi tostati per due etti d’acqua). Estratto composto:
Si assorbe a cucchiaini. Vermi ossiuri, parassiti intestinali dell’ultima parte dell’intestino crasso e in particolare del retto, vengono eliminati con un clistere di infuso di lupini secchi (grammi 30 di lupini secchi), lasciate per 24 ore a macero in acqua. Altri suggeriscono l’infuso di 100 grammi di semi per un litro d’acqua: far macerare in acqua detti lupini, almeno per 10 ore, fare l’infuso del tutto, colare e farne un clistere a giorni alterni di 250 gr. l’uno. Scabbia, rogna, tigna, crosta lattea, eczema: lavare le parti colpite con decotto di semi alla dose di grammi 30 per un litro d’acqua. Per la rogna conviene aggiungere al decotto un po’ di aceto. Tumori, scrofole: applicare la farina dei semi stemperata e cotta in aceto come cataplasmi sulle parti ammalate.
Febbri intermittenti: contro le febbri intermittenti, in Calabria e altre provincie d’Italia come l’Alto Adige, usano polverizzare da 1 a 3 semi della pianta, inghiottendoli così, nei giorni consecutivi aumentano tale dose del doppio. La lupinina è uno specifico antipiretico superiore al chinino. Diuretico, regole mensili, ingorghi di fegato: il decotto leggero dei semi si è dimostrato efficace come diuretico, per eliminare gli ingorghi del fegato e degli altri visceri, per promuovere le mestruazioni. Parassiti cutanei, pidocchi: la farina dei lupini, messa nella testa, ne uccide i pidocchi, essendo antiparassitaria. Tratto Grande Erbario Medicinaledi Tommaso Palamidessi
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|


