Nome botanico latino. Humulus lupulus L.
Famiglia botanica. Orticacee.
Significato del nome. Dal latino humus: terra, per la posizione prostrata dei fusti, ma c’è chi dice che derivi dal latino lupus = lupo, perché arrampicandosi sugli arboscelli li soffoca.
Nomi internazionali. It.: Luppolo; Fr.: Houblon grimpant; Ingl.: Hop; Ted.: Gemeiner hopfen; Sp.: Lupolo.
Nomi dialettali e sinonimi. Luppolo, vite nera, lupola, orticaccio, reverdixe, livertizio (antiq.), luvertin (piem.), lovertis (lomb.), lupari (rom.), lupula (sic.), bruscandol (ven.).
Distribuzione geografica. Regioni temperate dell’Europa, Asai, America settentrionale, presso i fiumi, siepi, cespugli, margini dei boschi, dal piano alla regione montana. Brasile, Australia. In Asia a Damasco, mezzodì del Mar Caspio e della Siberia orientale.
Descrizione botanica. Pianta perenne erbacea. Rizoma stolonifero. Fusti lunghi 2-6 metri, volubili, ramificati, angolosi, pelosi e scabri. Foglie opposte, picciuolate, stipolate, col lembo palmato lobato, a 3 lobi ovali, cuoriformi in certo qual modo e alla base acuminati, grossolanamente dentati, picciuolati, le superiori semplici. Fiori dioici, verdi giallicci. Gli staminiferi risultano riuniti in grappoli ramosi all’ascella; perigonio di 5 tepali, liberi, e 5 stami. Ha pistilliferi appaiati, in amenti ovoidi che somigliano a coni a maturità, costituiti di brattee membranacee sterili; all’ascella di ciascuno sta una brattea glandolosa come un calice gamosepalo e ad un ovario uniloculare. L’achenio, cioè il frutto è ovoide, circondato per intero dal calice a forma di sacco membranaceo, gialliccio e vescicoloso.
Tempo della fioritura. Giugno-settembre.
Parti usate. I fiori femminili o coni e le glandole staccate dei fiori o luppolino, da raccogliersi in estate.
Tempo balsamico o della raccolta. Settembre-ottobre.
Composizione chimica. Coni: luppolina, resina, acido tannico, valerianico e luppolinico, umulolo, sostanze resinose, inulina (glicoside), olio etereo che contiene mircene, umulene, dipentene, linalolo e mircenolo. Luppolino: un principio amaro (acido luppolinico), cera, resina contenente umulone e lupulone, tannino, olio etereo composto di umulene, mircene, acidi valerianico e formico.
Azione farmacodinamica. Amara, anafrodisiaca, analettica, eupeptica, narcotico-sedativa, stimolante e tonica. Leggermente sudorifera. Depurativa.
Applicazioni terapeutiche. Atonia digestiva, blenorragia, cistalgia, clorosi, dispepsia atonica, eretismo genitale, inappetenza, insonnia nervosa, linfatismo, onanismo, pirosi, pruriti, spermatorrea, tenesmi.
Preparazioni e dosi.
Coni infuso: gr. 1,5 di infiorescenze femminili di Luppolo, acqua bollente gr. 100. Dosi: gr. !00, due volte al giorno. In infusione si tiene 25 minuti.
Estratto fluido: 1-3 gr. due volte al giorno.
Estratto secco idroalcoolico: 0,1-0,5 gr.
Tintura: 20 gr. d’estratto fluido di luppolo, in 80 gr. di alcool a 40°. A cucchiaini. Dose: gr. 2,5-10 per dose.
Estratto acquoso: 0,25-0,75 gr.
Sciroppo: 20-75 gr., o meglio 5 gr. d’estratto in 95 gr. di sciroppo di zucchero: a cucchiaiate.
Elisir di luppolo: gr. 125 d’estratto fluido di luppolo, gr. 30 di tintura di vaniglia, gr. 845 di elisir aromatico.
Luppolino: 0,50-2 gr. in cachet o pillole.
Altri usi: come sapete il luppolo si usa per preparare la birra, ma viene sostituito dal bosso, genziana, salice, per dare il sapore amaro.
Tratto Grande Erbario Medicinale
di Tommaso Palamidessi
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